Leggo su Repubblica che le due Simone vogliono tornare in Iraq.
Ora, sono stato contento che si siano salvate (a dirla tutta non c'avrei scommesso un centesimo bucato), però qui mi pare che si stia esagerando.
Voglio dire, posso capire il desiderio di fare volontariato (io ho fatto il capo scout, e mi piaceva davvero), ma qui mi pare che stiamo sforando nel fanatismo, forse equiparabile a quello degli integralisti islamici.
Inoltre nessuno ti vieta di fare del bene, semplicemente cerca di renderti conto quando la cosa diventa a dir poco farsesca. S'è mai sentito di uno che viene rapinato in strada e il giorno dopo va a casa del rapinatore con un migliaio di euro in tasca? Mi pare di no.
Poi un po' di rispetto lo chiederei anche per gli italiani, in primo luogo perchè tutti penso abbiano seguito questa storia con un senso di apprensione speciale (vuoi che erano le prime donne italiane rapite, vuoi che dopo Fabrizio ed Enzo ogni italiano rapito era un colpo al cuore della nazione), secondo perchè per liberarle è stato pagato un riscatto di 1.000.000 (leggi un milione) di dollari americani... mica noccioline... e non penso che li abbiano tirati fuori Silvio dalle casse di Mediaset o George dalle sue imprese petrolifere. Siamo 60 milioni, in questa nazione, il che vuol dire che ogni italiano ha contribuito (con le tasse, ndL) alla scarcerazione.
Ma del riscatto ne parlerò in un altro post, forse, perchè ho delle noticine anche su quella cosa là.
Quindi un po' di rispetto. Non trasformiamo una bella notizia nell'ennesima strumentalizzazione, anche se a fin di bene. Statevene a casa, tranquille. Ci sono anziani, malati, persone disabili e senza casa, in Italia, che hanno un ENORME bisogno di aiuto. Non serve fare migliaia di chilometri per aiutare le persone. Basta aprire gli occhi e guardare fuori dalla finestra di casa propria.
Lone