Alle pendici della montagna, viveva un anziano maestro vasaio, insieme alla giovane figlia. La figlia del vasaio era una ragazza di rara bellezza e delicatezza, la cui pelle candida aveva già fatto innamorare perdutamente diversi viandanti passati da quel luogo. Purtroppo, però, era anche molto malata, per cui non poteva uscire che di rado.
Un giorno il vasaio, lavorando al tornio, preso da un'improvviso estro creativo, compose una miscela perfetta di argilla, con la quale creò il vaso più bello che avesse mai fatto. Quando estrasse il suo lavoro dal forno, si rese conto di aver prodotto una porcellana pregiatissima, leggera ma resistente.
Chiamò quindi la figlia, per mostrarle il lavoro, e lei, presa da meraviglia per l'opera del padre, chiese il permesso di decorare il vaso con le proprie mani. La figlia del vasaio, infatti, era un'abile decoratrice, arte che aveva imparato dalla nonna paterna.
Il vasaio acconsentì, conoscendo l'abilità e la creatività della figlia.
Ci vollero sette giorni e sette notti, perchè il vaso fosse perfettamente decorato. La figlia del vasaio aveva disegnato un perfetto roseto sul vaso, e, al centro di esso, aveva realizzato la più bella rosa che mai si fosse vista. Era talmente bella e perfetta da sembrare vera, e solo toccando il vaso ci si accorgeva che in realtà era solamente dipinta.
Il vasaio decise immediatamente che il vaso non sarebbe stato venduto, che lo voleva tenere per pregiarsi con i visitatori della propria abilità e di quella della figlia, così lo mise su un tavolino e lo coprì con una campana di vetro, in modo che non prendesse polvere.
Passarono due anni, e tutti quelli che vedevano il vaso rimanevano così rapiti dalla rosa al centro che si commuovevano fino alle lacrime. La sola vista della rosa era in grado di far sorridere i bambini che si erano fatti male giocando, e di strappare un sospiro anche al più burbero dei contadini dei dintorni.
Un giorno, però, la malattia della figlia del vasaio peggiorò improvvisamente, costringendola a letto tormentata da febbre e delirio.
Il vasaio chiese ad un famoso dottore di visitare la figlia. Il medico, una volta fatti tutti gli esami necessari, disse al vasaio che la figlia aveva una rarissima malattia, e che era necessario un medicamento molto costoso, che solo i più ricchi potevano permettersi. Il vasaio era disperato, perchè non aveva così tanto denaro da potersi permettere la medicina per la figlia. Passò tre giorni a piangere di dolore, sapendo di non poter fare nulla per salvare la vita dell'amata figlia... quando, d'un tratto, lo sguardo gli si posò sul vaso... la rosa, illuminata dai primi raggi del mattino, pareva quasi sussurrargli che sarebbe andato tutto bene, che la soluzione era lì a portata di mano.
Il vasaio prese il vaso e lo mise in una delle scatole che usava per la vendita, salì sul suo vecchio somaro e cavalcò fino in città.
Qui andò dal venditore di vasi, e gli propose di vendergli il vaso per la somma di denaro necessaria a comprare la medicina che serviva alla figlia.
Il venditore, che era una persona dedita agli affari, ma non molto amante dell'arte, valutò il vaso e disse: "D'accordo, il motivo non mi piace molto, ma la qualità della porcellana è davvero ottima. Ti darò quanto hai chiesto!". Così il vasaio potè comprare la medicina per la figlia, che guarì completamente e, dopo qualche tempo, si sposò con un giovane contadino di nome Albert.
Il venditore di vasi, dal canto suo, mise il vaso insieme agli altri, e incollò, proprio sopra alla rosa, l'etichetta con il prezzo.
Il vaso restò invenduto per molti mesi, fino a quando non fu comprato da un uomo come regalo di compleanno alla madre malata.
Prima di regalarlo, però, doveva liberarsi di quella fastidiosa etichetta... facendo molto piano, e aiutandosi con dell'acqua calda, riuscì a staccare l'etichetta. Purtroppo, però, la colla aveva corroso la decorazione, rendendo così la rosa leggermente opaca... e nessuno fu più incantato nel guardarla, e il vaso divenne un qualunque vaso di porcellana finissima.