E sono tornati. Sono ovunque. Ti guardi attorno, e sono lì, ti sovrastano, pontificano, intimano, asseriscono. Li incroci quando guidi e quando vai a piedi, uscendo per portare fuori la spazzatura o il cane. Sono ovunque, tranne che, per fortuna o per sfortuna in casa tua. Perchè lì c'è altro, che forse è pure peggio.
Sono i cartelli elettorali della nuova campagna.
E dicono sempre le stesse cose, sempre con le stesse parole, sempre con lo stesso stile. In alcuni c'è la faccia sorridente del candidato, in altri l'italiano medio, altri ancora hanno solo una scritta ed un simbolo. Ma in fondo sono sempre gli stessi.
E promettono. Promettono promettono promettono. Ho identificato, in ogni campagna elettorale 3 fasi: primo, si ricorda agli elettori cosa è stato fatto. Spesso si esagera. Spesso si mente, usando le parole per dire menzogne travestite da verità. La seconda fase è la santificazione del candidato. E non la fa solo la destra. Anche la sinistra. Ti fanno vedere che il candidato è come te, che ha una famiglia, dei figli, una casa. Che lui partecipa alle marcie o alle corse sportive organizzate dal comune. La terza fase sono le promesse.
Le promesse. Ho sentito che le associazioni di pescatori e marinai vogliono chiedere all'editore dello Zingarelli di sostituire il modo di dire "Promessa da marinaio" con "Promessa da politico", che secondo loro rende di più l'idea.
Ti promettono di tutto. Che non ci saranno più clandestini. Che non ci saranno più disoccupati. Che non ci sarà più criminalità. Tutto abbondantemente condito dalla promessa che CI SARANNO MENO TASSE PER TUTTI. E infatti, invece di pagare dieci tasse da cento euro, ne paghi una da millecinquecento. Così siamo sicuri.
Il brutto è che le promesse sono le stesse di cinque, dieci, quindici anni fa. E che è cambiato poco o niente. E quel che è cambiato è peggiorato. Oggi come cinque, dieci, quindici anni fa.
E noi elettori, si sceglie l'altra sponda per cercare di cambiare, perchè solo loro le possono cambiare certe cose, solo loro possono migliorare quel che c'è da migliorare e mantenere quel che c'è di buono. Diamine, del resto hanno cinque anni per farlo. Ma pare che non gli bastino mai.