Serata cinematografica, ieri sera con, ovviamente, Il Codice Da Vinci.
Nonostante la scelta di casting non proprio azzeccatissima di Tom Hanks per il ruolo di Langdon (più per la fisionomia dell'attore che per l'effettiva bravura), il film ha moltissimo da insegnare a chiunque voglia fare una buona riduzione di un libro. Le parti tagliate erano effettivamente di poco conto, e avrebbero, per lo più, finito con l'appesantire le già due ore e mezza del film. E' possibile comunque che qualche spiegazione tagliata la si possa ritrovare nell'edizione collectors del DVD.
La storia procede bene, parte lenta, molto oscura, per poi crescere di ritmo man mano che gli eventi hanno luogo. La mano alla regia è esperta (da Ron Howard non ci aspettavamo altro, dopotutto, e si nota la familiarità di Hanks con il regista, già collaudata in Apollo 13.
Il cast è spettacoloso, include, oltre ad Hanks, Audry Tautou ("Il favoloso mondo di Amelie"), Ian McKellen ("X-Men", "Il signore degli anelli"), Jean Reno (uno su tutti: "Leon"), Alfred Molina ("Chocolat", "Spiderman 2") e uno stupefacente Pau Bettany ("Storia di un cavaliere"). Tutti davvero bravi.
SPOILER: La parte seguente svela parte della trama.
Non capisco, comunque, perchè alcuni esponenti del mondo religioso (e politico, ma questo penso sia solo un fattore di opportunismo, ovvero missione "attaccati alla sottana dei preti, e andrà tutto bene") si siano scagliati con tanto fervore su questo film. Non dice assolutamente cose nuove. Avevo otto anni quando sfogliai un libro sul comodino di mio padre che ipotizzava la non divinità di Gesù, il suo essere semplicemente un uomo con una mente superiore ed un cuore un tantino meno avido della media della propria specie.
La teoria, poi, che Gesù fosse sposato con Maria Maddalena, non è nemmeno tanto strampalata. Anche non fosse stata proprio lei, pensiamo davvero che duemila anni fa un uomo di trentanni di media bellezza, circondato per gli ultimi tre anni della sua vita da centinaia di persone ogni giorno che vivevano con lui e lo seguivano (gli apostoli erano forse i più stretti amici, ma certo aveva comunque un bel seguito di persone che gli andavano dietro) abbia fatto fatica a conoscere una donna ed essersene innamorato?
La Chiesa, mica qualcun'altro, dice che Gesù era uomo in tutto e per tutto. Provava dolore (la crocefissione), pietà (lo stesso episodio della Maddalena), amicizia (Pietro e Giovanni in primis), rabbia (i mercanti del tempio). E' così impensabile che potesse provare affetto per una donna e anche l'amore? Il catechismo ci insegna che l'unica cosa che Gesù non conosceva era il peccato (inteso come desiderio di fare del male, di andare contro Dio), quindi è più che plausibile che Gesù potesse essere innamorato e sì, forse avere anche una famiglia (moglie e chissà, magari un figlio).
Non è il Codice Da Vinci la prima opera di fantasia a porre in discussione i metodi della Chiesa, o le sue verità dogmatiche. Per chi volesse vedere qualcosa di altrettanto "eretico" e divertirsi, consiglio "Dogma" di Kevin Smith.
Quanto alla figura barbina dell'Opus Dei, nei personaggi di Silas e Aringarosa, è chiaro trattarsi di pura fantasia, e le parti reali o supposte tali (come l'uso del cilicio) sono comunque indicate come seguite da una bassa percentuale dei facenti parte dell'Opus Dei (che sono, secondo il sito ufficiale, circa 85000, quindi non certo un'enormità).
Secondo me il grosso problema è che il libro ipotizza il fatto che un esponente del clero possa essere spinto più dal fanatismo, che dalla vera fede. Ed è questo, per la Chiesa, penso, che non è accettabile. Anche se è plausibilissimo. E' impensabile, infatti, che solo la Chiesa Cristiana Cattolica sia immune dal fanatismo, dalla sete di potere, dalla debolezza mentale e dalla prevaricazione del più forte sul più debole (si pensi al rapporto di sudditanza tra Silas e Aringarosa). E' una cosa così radicata nell'animo umano che non si può escludere a priori.
Lo stesso Vangelo ci dice che è impossibile determinare la vera fede di un uomo semplicemente dalle sue affermazioni (Pietro rinnegò tre volte Gesù, nei giorni della sua carcerazione e successiva crocefissione).
E' davvero così impossibile che una persona mentalmente disturbata, con tendenze fanatiche, arrivi a ricoprire alte cariche nella Chiesa Cattolica? Penso che anche solamente il caso di Monsignor Milingo possa confermare che non tutti i prelati sono immuni dalle umane tentazioni, sia attivamente che passivamente.
Insomma, il film (e il libro) sono opere di fantasia, basate su alcuni studi, alcune teorie e gli scritti chiamati "Vangeli Apocrifi". Ma comunque opere di fantasia.