Quando ero piccolo, il sabato sera, andavo da mia nonna, che mi teneva lì a dormire, così i miei potevano fare i comodacci loro. Si chiama politica famigliare intelligente. Comunque, dopo cena mi schiaffavo sul mio superletto a due materassi rigidi (che fino agli otto anni facevo fatica a salirci!) e mi guardavo i miei telefilm preferiti: Supercar, A-Team, Manimal, Capitan Power, ...
Il bello di quei telefilm era che, anche se perdevi un episodio, bene o male non importava. Innanzitutto normalmente c'era una parte della sigla preposta a spiegare l'antefatto, o le origini dei personaggi. Eppoi tutti gli episodi erano abbastanza autoconclusivi, a parte rarissime eccezioni (es: su Supercar gli scontri con Goliath o K.A.R.R.). All'inizio degli episodi poi c'era un miniriassunto di quel che si sarebbe visto.
Guardando le serie attuali, invece, noto un'evoluzione strana: ora se perdi un episodio non capisci più una cioppola. Intanto sparisce la genesi dei personaggi all'inizio degli episodi. Dr. House la proprio segata, tanto che vedi il pilot e pensi di esserti perso il primo episodio, invece no. Poi la sigla è standardizzata: si mostra l'ambiente di vita/lavoro del/dei protagonista/i, si mostrano gli interpreti principali, alla fine scenona con il gruppo al completo che parte per la battaglia (cfr. Dr. House, Angel, Buffy, Alias, ...). Fa eccezione Lost, che per risparmiare ha segato direttamente la sigla.
Alcune serie hanno un incipit che spiega cosa è successo negli episodi precedenti, ma fa riferimento, quando va bene, solo agli ultimi 5 episodi. Se arrivi all'episodio 10, non capisci perchè quello va a letto con quell'altra mentre dovrebbe andarci con l'altra tizia.
In ultimo la tragedia: essendo le serie tv comunque trasmesse per scopi commerciali (pubblicità, merchandising, ecc), se una serie non va bene, negli USA, la stroncano, con pochissime eccezioni (vedi la 12esima serie di E.R. che ormai penso guardino solo i malati terminali per tirarsi su il morale). Il che vuol dire che tu ti impantani sulla storia di fondo e resti senza finale. Esempi abbastanza eclatanti: Dark Angel (prodotta da James Cameron, mica Massimo Boldi, eh!), Angel (non è una ripetizione, è lo spin-off di Buffy). Roswell ha rischiato grosso, ma i fan americani, dimostrando notevole arguzia, hanno mandato centinaia di migliaia di bottigliette di tabasco (la serie era ambientata in New Mexico) ai produttori, che hanno deciso che valeva la pena riprovarci. Per ben due volte.
No dico, ma un po' di cuore non ce l'hanno i produttori? E gli autori, invece di pensare a 20 stagioni, non potrebbero accorciare a 2-3? No perchè di puntate inutili ai fini della storia ne fanno un sacco, poi gli ascolti calano (forse anche perchè le puntate non sono all'altezza del soggetto) e poi stroncano la serie. Un serpente che si mangia la coda.
E allora, signori produttori, autori, registi e quant'altro: o si torna al modello vecchio, o una volta preso l'impegno lo si mantiene. Oh. Che se non mi fate finire Lost, Battlestar Galactica e i 4400 vengo lì e vi faccio schiantare a voi su quella cazzo di isola!