Schizzi Mentali Improvvisi

Un cervello alle prese con il vuoto spinto che lo pervade

Il troppo stroppia

clock luglio 30, 2007 16.38 by author LoneHawk
Oggi è decisamente TROPPO lunedì.


Urgono provvedimenti

clock luglio 30, 2007 10.51 by author LoneHawk

Ieri Lone ha portato la signora Lone, dietro sua richiesta, ai tanto rinomati Piani d'Erna, un altopiano a circa 1100 metri sopra Lecco.

A parte la bella giornata, in cui Lone e signora si sono rilassati con una passeggiata nel sottobosco e una ronfata colossale su un prato, Lone è giunto ad alcune conclusioni:

- Non è possibile essere così poco preparati ad una camminata in montagna praticamente scarichi. Bisogna farlo più spesso per riprendere il vecchio passo da caprone alpino;

- Urgono attrezzature da trecking, tipo scarpe decenti;

- La prossima volta, spalmarsi di protezione solare prima di partire da casa, che si è tornati entrambi con un bellissimo colorito aragosta cotta;

A parte questo, è stata una giornata bellissima, in cui i polmoni di entrambi hanno goduto di aria a basso contenuto di polveri sottili ed alto contenuto di Eau du Vacca :D



Il gambero italiano

clock luglio 27, 2007 16.12 by author LoneHawk

L'italia (con la i minuscola) sta procedendo a passo di gambero. Invece di innovarsi, si riscopre sempre più conservatrice, bigotta e liberticida.

Dopo il caso del professore di Gela che ha cacciato a male parole uno studente perchè ritenuto omosessuale (non ho capito se lo studente sia dichiaratamente omosessuale o meno, visto che l'unica prova è un video fatto dai compagni in cui baciava un altro ragazzo, prova per me insufficiente ad "etichettare" una persona, tanto meno ad allontanarla dalla scuola), l'ennesimo caso di discriminazione: una coppia di giovani omosessuali si baciava, ieri notte, davanti al Colosseo. Una pattuglia di carabinieri ha pensato bene di arrestarli, portarli in caserma, denunciarli per atti osceni in luogo pubblico e quindi rilasciarli.

Se fosse stata una coppia etero, come si sarebbero comportati i carabinieri? Ve lo dico io, senza tema di sbagliare: sarebbero passati, ignorando la coppia (a meno che lei non portasse una mini vertiginosa, allora sicuramente la pattuglia avrebbe rallentato il tempo necessario ad una veloce "radiografia").

Mi fa vomitare questa italia, in cui chi ha una qualunque posizione di potere si sente in diritto di interpretare leggi e regolamenti come gli pare, di sovverchiare il più debole o semplicemente chi non può o non vuole reagire. Mi fanno vomitare queste persone che, da bravi fascisti, credono che il mondo sia bianco o nero, che quello che pensano loro sia sempre giusto e quello che pensano gli altri sia sempre sbagliato, che vedono un nemico in chi è solo diverso, che prima tirano fuori il manganello e le manette e dopo (forse) chiedono.

E mi fa vomitare la sicurezza che ho che questo caso, come molti altri, dopo un po' di clamore sui giornali, sarà dimenticato, e che i responsabili veri (i carabinieri a Roma e il professore a Gela) non si beccheranno nemmeno una ramanzina.

Perchè è il sistema che è malato, baby, e questa gente ne sono i sintomi, non la causa. E allora dovremmo curare sia i sintomi, che la causa. Ma quando i sintomi vengono curati una volta su cento, la causa non viene curata mai.

Perchè la mentalità del "dagli al diverso" è così radicata negli italiani (soprattutto, mi spiace dirlo ma è così, al centro-sud) che estirparla vorrebbe dire essere veramente meglio di quello che, purtroppo, siamo.



Impercettibili differenze

clock luglio 27, 2007 14.55 by author LoneHawk

Ci sono 10 impercettibili differenze tra queste due immagini. Indovinate quali sono:

Rimini

Matamanoa

E adesso indovinate in quale dei due sarò tra 30 giorni esatti, spaparanzato al sole?



Bere e mangiare con un occhio all'ambiente

clock luglio 26, 2007 15.08 by author LoneHawk

L'Italia si è presa l'ennesima sgridata dall'Unione Europea. Questa volta il fattore scatenante è il decreto che impone di inserire sulle etichette delle carni avicole (pollastri, gente!) i dati di origine della carne.

Questo, dice la UE, favorisce troppo l'acquisto di carni italiane.

E che male c'è, mi viene da dire? Uno dei problemi creati dal fatto delle famose "quote europee" (quelle che, per intenderci, costringono i paesi europei a buttare ogni giorno ettolitri di latte buono solo perchè non rientrano nelle quote produttive decise a Bruxelles) è anche un potenziale aumento dell'inquinamento.

Infatti, se io italiano devo mangiare un pollo cresciuto in Germania, questo vuol dire che quel pollo deve essere trasportato fino a me. Vuol dire che quel pollo deve essere messo (insieme a tanti suoi simili) in scomodi camion e fare un migliaio di chilometri solo perchè io possa metterlo sulla griglia.

Se scegliessi di acquistare un pollo cresciuto nella pianura padana, la strada fatta da quel pollo sarebbe qualche decina di chilometri, con un risparmio, per quanto riguarda gas serra, polveri sottili e microsottili eccetera notevolissimo (moltiplichiamo per tutti i polli mangiati).

Insomma, il detto "moglie e buoi dei paesi tuoi" forse non è poi così da buttar via!

Un altro esempio è l'acqua minerale1. Perchè io, abitando in pianura padana, devo bere acqua2 proveniente dal lazio (come la ferrarelle, circa 500 Km) quando ho svariati tipi di acqua che provengono dalle Alpi e Prealpi, molto più vicine? Se ognuno bevesse l'acqua sua, non risparmieremmo un po' di inquinamento al nostro pianeta bistrattato? Fatto salvo, naturalmente, chi non ha fonti d'acqua sfruttabili nelle vicinanze.

1: Non entro nel merito della diatriba "Acqua minerale vs. Acqua del rubinetto", magari ci dedicherò un post in seguito. Sappiate solo che, dove vivo io, chiunque beva un bicchiere d'acqua del rubinetto rischia calcoli grossi come cuccioli di cocker.
2: Sempre a proposito di acqua e ambiente, mi fa notare piozzo, in un commento al mio precedente post sulle confezioni di pasta che per cucinare tutta quella pasta serve un'enorme quantità d'acqua. Vero. Per fortuna tutta quell'acqua non va sprecata, ma entra nel ciclo di depurazione e smaltimento delle acque grigie, il cui risultato (acqua, naturalmente) viene reimmesso nell'ambiente, da cui riparte il ciclo dell'acqua che abbiamo tutti studiato alle elementari.



"Bello" lo dici a tua sorella

clock luglio 24, 2007 12.02 by author LoneHawk

Fuori dall'ufficio non c'è gran che di posto dove andare a mangiare, e anche per andare alla mensa aziendale bisogna prendere la macchina (che io, venendo con i mezzi, non ho). Quindi molto spesso ordiniamo da esterni che ci portano il cibame direttamente in ufficio.

Da un po' di tempo, oltre i soliti fornitori di pizza, kebab e cino-giapponese si è aggiunta anche una "gastronomia" che fa cucina italiana. Quando chiami questa gastronomia, ti possono rispondere in 3:

- Giovane ragazza simpatica
- Vecchia bacucca
- Anzianotto tracagnotto

Oggi chiamo per fare un ordine e mi risponde la vecchia bacucca. Che già qui lancio 3 madonne, perchè di quello che dice si capisce metà, perchè farfuglia, e poi perchè non capisce regolarmente una mazza.
Le detto l'ordine. Ogni 3 piatti ce n'è due che o non hanno o hanno finito (e anche qui una bella fila di santi per andare a recuperare tutte le seconde scelte). Richiamo per dire l'ordine con le seconde scelte. E questa non fa che chiamarmi "bello".

Ora, "bello" non è il mio nome e non è sicuramente il modo di chiamare un cliente a meno che tu non sia il padrone del pub dove vado da anni a bere. Che comunque nemmeno lui mi chiama così.

E' che mi indispone, perchè se non hai rispetto per il cliente e ti prendi certe confidenze, non hai rispetto per il lavoro, e lo farai con pressapochismo e male.

Almeno io la penso così.



Percezioni mediatiche

clock luglio 24, 2007 11.43 by author LoneHawk

Ma se i giornali e i telegiornali la smettessero di farcelo a fette tutte le estati con i soliti servizi riciclati sul caldo che fa, ma che caldo che fa e che fa veramente tanto caldo, sentiremmo meno caldo?

E' un dubbio che m'è venuto.

Del resto in estate fa caldo, è un fatto. Certo, il riscaldamento globale e tutte quelle balle lì. Però se non si fa che parlarne e i potenti non fanno un cavolo, anzi, si rifiutano di firmare i trattati internazionali (ogni riferimento a fatti e persone eccetera...)

Che poi è come se un telegiornale in Alaska dicesse che fa freddo...



Riflessioni ambientaliste

clock luglio 23, 2007 13.52 by author LoneHawk

Ieri, mentre tornavamo da Padova, sono stato folgorato da una riflessione. Seguitemi:

- In Italia ci sono, all'incirca, 60 milioni di persone.

- In Italia, e questo lo sanno pure i bambini, il piatto principale è la pasta asciutta, in tutte le sue forme e condimenti.

- Considerato il consumo di pasta, che al centro-sud, in particolare, non può assolutamente mancare in almeno un pasto. Quindi diciamo un piatto di pasta al giorno per ciascun italiano, diciamo 50 milioni di piatti di pasta da 80 grammi ciascuno al giorno (considerato che ci sono gli immigrati che magari preferiscono mantenere le loro abitudini alimentari, ma anche chi si fa 2 etti di pasta a pasto (chiedo venia per il gioco di parole). In totale sono 4 milioni di chili di pasta al giorno.

- La pasta viene venduta in pacchi o in sacchetti da 500 gr. fino ad un chilo ciascuno. Diciamo che, di questi 4 milioni, un milione di chili di pasta è Barilla, quindi acquistata in confezione di cartone. Restano 3 milioni di chili di pasta al giorno acquistata in sacchetti da 500 gr., ovvero 6 milioni di sacchetti di plastica non riciclabile che vengono buttati OGNI GIORNO. Ovvero più di DUE MILIARDI di sacchetti di plastica non riciclabile ogni anno.

- Conclusione ambientalista: non sarebbe meglio che la pasta venisse venduta TUTTA in confezioni di carta/cartone, magari riciclata? In questo modo l'impatto ambientale all'atto dello smaltimento sarebbe minimo, e si potrebbe sempre riciclare nuovamente!

Attenzione: questo post non è un invito ad acquistare solo pasta Barilla, visto che i pacchetti barilla sono colorati con colorante chimico blu, contenente rame e probabilmente piombo, metalli che non fanno benissimo all'ambiente. Per il rame potete facilmente verificare, infatti se date fuoco ad un pezzetto di una scatola della barilla, la fiamma risulterà prima blu poi verdina.

Resta il fatto che, dovendo scegliere, sarebbe meglio acquistare la pasta in confezioni di carta, piuttosto che di plastica non riciclabile (ricordo che la plastica riciclabile è, in buona sostanza, solo quella delle bottiglie o dei contenitori - non tutti -).



C'è da farci un pensierino

clock luglio 20, 2007 13.25 by author LoneHawk
Pare che il mio cadavere valga quasi 4000 dollari... beh, che dire... speriamo in una ripresa del dollaro sull'euro, allora :P


Qui comincia l'avventura...

clock luglio 17, 2007 15.34 by author LoneHawk

...che poi è cominciata da un pezzo, ma quando si crea un blog nuovo non si sa mai cosa scriverci. Allora, presentazioni, intanto! Questo blog è un blog "di coppia", nel senso che nasce con lo scopo di raccontare i fatti strani, divertenti e teneri di questa cosa divertentissima che è il matrimonio. Sì, perchè qui si è convinti che nel Leggi ancora...



Delusione, ferrea delusione

clock luglio 17, 2007 13.23 by author LoneHawk

Antefatto: di questi tempi, le visite all'Ikea della coppia Lone-Orka sono state frequenti e soddisfacenti. L'ultima in ordine di tempo ha visto l'acquisto di, oltre il mobile per la televisione, una scatola dei biscotti allo zenzero Ikea. Una droga.

Avendo finito la scatola dei biscotti Ikea allo zenzero, Orka, ormai in piena assuefazione e già subodorando la crisi d'astinenza, decide di farseli in casa, cercando la ricetta in Internet. Spedisce Lone all'Esselunga a prendere gli ingredienti non presenti in casa (in due parole: praticamente tutti) e, al ritorno di Lone, si mette bel bella a preparare l'impasto, per poi riporlo in frigo per due ore a riposare. Nel frattempo Lone e Orka hanno mangiato e si sono immersi nelle meraviglie del loro neonato abbonamento a Sky.

Passate le due ore, Orka prova ad accendere il forno. Senonfossechè... CLICK... salta la corrente. ARGH! Si era scordata che stava andando la lavastoviglie! Colpa delle lavastoviglie moderne, son troppo silenziose!

Così Lone e Orka si sono messi ad aspettare che la lavastoviglie finisse.

Una volta terminato il lavaggio piatti, Orka riprova il forno... CLICK... salta la corrente. (prima serie di madonne). Vabbè, sarà che ci sono troppe cose accese, stacchiamo i computer, il vape e il caricabatterie del cellulare... riproviamo... CLICK... Ma porka puzzola!...

A questo punto stacchiamo TUTTO, frigo compreso... CLICK... di nuovo al buio.

Niente, è il forno che, dopo una lunghissima vita, durata ben 3 accensioni, inclusa quella di collaudo, ha deciso di abbandonarci.

E quindi Lone e Orka, che erano già in assetto mentale da "scorpacciata di biscotti caserecci" son dovuti andare a nanna delusi e amareggiati. Che delusione :(



Libri e cinema

clock luglio 16, 2007 13.49 by author LoneHawk

Ok, domani la coppia Lone-Orka va a vedere Harry Potter 5 (altrimenti detto "e l'ordine della fenice").

Qua, o meglio, , sono già fioccati i commenti del tipo "se hai letto il libro non lo andare a vedere perchè è orrendo".

Il classico errore di un cinefilo inesperto. Non si deve MAI andare al cinema con l'intenzione di confrontare un film con il libro da cui è tratto, perchè, escludendo rarissimi e fortunatissimi casi, quasi sempre si avrà una delusione.

Questo dipende da molti fattori, e non è detto che sia perchè il film è fatto male. Ad esempio, se io confronto Harry Potter 4 con il libro, noto molte mancanze, molti tagli, molte sviste, nonostante il film sia un prodotto tutto sommato pregevole.

Il fatto è che il "canale" cinematografico è differente dal "canale" cartaceo, le informazioni sono presentate in modo diverso e con uno scopo diverso (in primis vendere). Se un film dovesse riportare quasi ottocento pagine di libro in tutto e per tutto durerebbe almeno cinque ore (fate il conto con Il Signore degli Anelli, e già lì hanno tagliato un bel po' di cose, dopotutto non fondamentali, ai fini della storia).

E poi intendiamoci: visti gli ultimi libri, la saga di Harry Potter tutto si sta rivelando tranne che un tripudio di originalità, cadendo anzi, molto spesso, negli stereotipi più banali della letteratura adolescenziale. Visti i primi libri ci si poteva aspettare di più.

E' per questo che ho deciso che, per alcuni prodotti, come Harry Potter, tratterò libri e film come se fossero due cose diverse, separate e ben distinte.
Che comunque, una volta visto "La tomba", il prossimo Harry Potter verrà sicuramente valutato positivamente!



Transformers: oltre le aspettative

clock luglio 11, 2007 14.28 by author LoneHawk

Quando si va a vedere un film tratto o ispirato a cartoni, fumetti o, peggio, giocattoli della nostra infanzia, noi (quasi) trentenni si sente un po' tutti un bruciore nei pressi delle natiche, e un po' si rimpiangono in anticipo gli euro (al momento 7, nota per un futuro, che io so...) spesi per il biglietto. Insomma, si teme sempre di stare andando a vedere una cavolata.

Per questo Transformers mi ha piacevolmente sorpreso. Gli effetti speciali sono, naturalmente, buoni (vorrei vedere, con 147 milioni di dollari di film!). Quel che mi ha stupito è la buona regia (non sapevo fosse di Michael Bay, finchè non l'ho visto), il cast di tutto rispetto (feat. John Voight e John Turturro), che comprende il protagonista, Shia LaBeouf, uno dei giovani attori con più potenzialità che girano di questi tempi (lo ricordiamo per il ruolo di Chas Kramer in Constantine). Perfino la pupattola di turno, Megan Fox, pare non essere troppo un pesce fuor d'acqua, davanti alla macchina da presa.

La trama è abbastanza solida, non lascia troppi buchi, e la sceneggiatura è ricca di battute e situazioni divertenti.

Eppoi i robottoni fanno sempre la loro porca figura, diciamocelo.



Bouncing: Come hai potuto

clock luglio 10, 2007 16.09 by author LoneHawk

Rimbalzo da Che Cagnara

COME HAI POTUTO

Quando ero una cucciola, ti ho divertito con le mie buffonate e ti ho fatto ridere. Mi chiamavi la tua bambina e nonostante un certo numero di scarpe rosicchiate ed un paio di guanciali squartati e sparpagliati ovunque, sono diventata la tua migliore amica.Ogni qualvolta facevo la " discola " mi agitavi il dito davanti al naso e mi chiedevi " Come hai potuto?", ma poi cedevi e mi rotolavi sulla pancia per una grattatina. La mia educazione casalinga fu un po' piu' lunga di quel che pensavi, perché eri molto indaffarato, ma ci abbiamo lavorato insieme. Ricordo le notti in cui mi ranicchiavo vicino a te nel letto ed ascoltavo le tue confidenze ed i tuoi sogni segreti e credevo che la vita non sarebbe potuta essere più perfetta. Andavamo a fare lunghe camminate e corse nel parco, giri in macchina, fermate per il gelato (per me solo il cono perchè "il gelato fa male ai cani", dicevi), ed io mi facevo lunghi pisolini al sole, aspettando che tornassi a casa alla fine della giornata. Impercettibilmente, hai iniziato a trascorrere più tempo al lavoro, a pensare alla tua carriera ed a dedicare più tempo alla ricerca di una compagna umana. Ti ho aspettato con pazienza, consolandoti comunque nei dolori e nelle delusioni, non ti ho mai rimproverato per le decisioni sbagliate e ho salutato con gioia ogni tuo ritorno a casa, anche quando ti sei innamorato. Lei, che ora è tua moglie, non è "persona da cani", ma le ho dato comunque il benvenuto nella nostra famiglia, provando a dimostrarle affetto e obbedendole... Ero felice, perchè tu eri felice.

Quando sono arrivati i bambini, ho condiviso la vostra agitazione. Sono stata affascinata dal loro aspetto roseo, dal loro odore e avrei voluto far loro da madre. Solo voi due potevate temere che potessi far loro del male, ma ho passato la maggior parte del tempo in un'altra stanza, o in gabbia. Oh, come avrei voluto amarli, ma sono divenuta una "prigioniera dell'amore".
Quando hanno iniziato a crescere, sono diventata la loro amica. Si aggrappavano al mio pelo e si trascinavano sulle loro tremolanti gambette, mi cacciavano le dita negli occhi, esploravano le mie orecchie e mi baciavano sul naso. Di loro, adoravo tutto e le loro carezze - perchè le tue carezze erano ormai diventate così rare - ed io li avrei difesi fino alla morte, se fosse stato necessario. Avrei voluto sgusciare dentro i loro letti ed ascoltare le loro ansie ed i loro sogni segreti, ed insieme avremmo aspettato di sentire arrivare il rumore della tua auto.

C'era un tempo in cui, quando qualcuno ti chiedeva se avessi un cane, tu tiravi fuori la mia foto dal portafoglio e iniziavi a raccontare di me. In questi ultimi anni, hai risposto solo "si" e hai cambiato discorso. Sono passata dall'essere il "tuo cane" a "solo un cane", e tu a lamentarti per ogni spesa affrontata per me. Ora, hai l'opportunità di fare una nuova carriera in un'altra città, e tu e loro vi trasferirete in un appartamento dove gli animali non sono ammessi. Tu hai preso la giusta decisione per la tua" famiglia", ma c'era un tempo in cui ero io la tua sola famiglia.
Ero eccitata all'idea del viaggio in auto, fino a quando siamo arrivati al rifugio per animali. Odorava di cani e di gatti, di paura, di disperazione. Hai compilato le carte e hai detto "So che troverete una buona casa per lei". Loro hanno fatto spallucce e ti hanno guardato con sguardo afflitto. Conoscono la realtà che riguarda un cane di mezza età, sia pure con le "carte". Hai dovuto staccare le dita di tuo figlio dal mio collare mentre lui gridava "No, babbo! Per favore, non lasciare che prendano il mio cane!" Ed ero preoccupata per lui e di che lezione le stavi giusto impartendo su amicizia e lealtà, su amore e responsabilità, e sul rispetto per ogni vita. Mi hai dato una pacca di addio sulla testa, evitando i miei occhi, e ti sei cortesemente rifiutato di portare con te il mio collare ed il mio guinzaglio. Avevi una scadenza da rispettare, ed ora anch'io ne ho una che mi attende.

Dopo la tua partenza, le due gentili signore dissero che certamente tu lo sapevi da mesi di questo trasloco e ciò nonostante non hai fatto alcun tentativo di trovarmi una buona casa. Scossero la testa e mi chiesero "Come hai potuto?". Qui al canile, con noi sono premurosi, tanto quanto lo permettono i loro impegni. Naturalmente, ci danno da mangiare, ma io già da giorni ho perso l'appetito. All'inizio, ogniqualvolta qualcuno passava davanti al mio recinto, correvo al cancello, sperando che fossi tu, - che avessi cambiato idea - che questo fosse tutto un brutto sogno...o almeno speravo che fosse qualcuno che si interessasse a me, qualcuno che avrebbe potuto salvarmi.

Quando capii che non avrei potuto competere con lo zampettare di un cucciolo allegro, inconscio del suo destino, mi ritirai nell'angolo più lontano ed aspettai. Sentii i suoi passi che venivano per me alla fine della giornata, e la seguii silenziosamente lungo il corridoio, fino ad una stanza isolata. Una stanza magnificamente tranquilla. Lei mi piazzò sul tavolo e mi strofinò le orecchie e mi disse di non preoccuparmi. Il mio cuore martellava nell' attesa di ciò che stava per succedere, ma c'era anche un senso di sollievo. La prigioniera dell'amore ha esaurito i suoi giorni. Come è mia natura, era più preoccupata per lei. Il fardello che sopporta la opprime profondamente, e lo so, così come conoscevo ogni tuo umore.
Gentilmente mi ha messo un laccio emostatico su una delle mie zampe anteriori, mentre una lacrima le scendeva lungo una guancia. Le leccai la mano così come facevo con te per consolarti tanti anni fa. Senza farmi male mi infilò l'ago ipodermico in vena. Come sentii la puntura ed il freddo liquido scorrere nel mio corpo, mi lascia andare sonnolenta, la guardai nei suoi occhi buoni e mormorai "Come hai potuto".

Forse perchè non capì bene il mio linguaggio canino, mi rispose "Sono così dispiaciuta". Mi abbracciò ed in fretta mi spiegò che era il suo lavoro essere sicura che io andassi in un posto migliore, dove non sarei stata ignorata, o maltrattata o abbandonata, o dove non avrei dovuto arrangiarmi da sola - un posto di amore e di luce, così diverso da questo luogo terreno. E con le mie ultime energie, cercai di spiegarle con un colpo di coda che il mio "Come hai potuto?" non era rivolto a lei. Era per te, Mio Amato Padrone, era a te che stavo pensando...Penserò sempre a te e ti aspetterò per sempre. Che tutti , nella tua vita, possano continuare a mostrarti così tanta lealtà.

Fine

By Jim Willis 2001 traduzione di Patrizia Fiorenzato

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Una nota dell'autore

Se "How Could You?" ti ha fatto piangere mentre lo leggevi, così come ho pianto io mentre lo scrivevo, è perchè è la storia composita di milioni di "animali da compagnia", che in passato avevano un padrone e che ogni anno muoiono nei rifugi per animali in America e Canada (come anche in Italia! n.d.t.).
Chiunque voglia distribuire questo saggio per scopi non commerciali è ben accetto, purchè sia correttamente riportata la nota sul copyright. Per favore, utilizzate questo saggio per aiutare l'educazione, nel vostro sito, nelle newsletter, nei rifugi per animali, negli ambulatori veterinari e nei bollettini.
Dite alla gente che la decisione di aggiungere un animale alla famiglia, è una decisione importante per la vita, quegli animali meritano il nostro amore e cure sensibili, che trovare una nuova casa idonea per il vostro animale è una vostra responsabilità e qualunque associazione umanitaria locale o lega per la difesa animale può offrirvi buoni consigli, e che ogni vita è preziosa. Per favore, fate la vostra parte per fermare le uccisioni e favorite tutte le campagne per la sterilizzazione per prevenire animali indesiderati.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Nota: in italia, dal 1991 ( grazie ad annamaria procacci, deputato verde) i cani "sani" non possono più essere soppressi, quanto meno sulla carta. Ma nei canili si muore lo stesso, per il sovraffollamento, le malattie costose da curare, o anche solo per la tristezza. E dai canili "lager" si scompare senza lasciare traccia. Quindi, va solo poco poco meglio.



Informatica fai da te

clock luglio 10, 2007 11.38 by author LoneHawk

DISCLAIMER: post per addetti ai lavori, sorry :D

Come buona parte dei programmatori, io mi tengo aggiornato anche grazie alla partecipazione a forum, newsgroup, mailing lists, eccetera.

Naturalmente non faccio solo questo, ma leggo anche riviste specializzate, manuali, tutorial, e via discorrendo.

Quindi non capisco proprio quelli che, per esempio, arrivano nel newsgroup dicendo di aver appena installato Visual Studio .NET, che vengono da Visual Basic 6.0 e che le cose che facevano con Visual Basic 6.0 non funzionano con .NET.

Insomma, come se io andassi a comprare una Ferrari, mi schiantassi e, come giustificazione, dicessi che prima guidavo le carrozze a cavalli...

Non è che l'IDE deve per forza fare le cose al posto del programmatore, e che cavolo!



Un investimento consigliato

clock luglio 10, 2007 11.26 by author LoneHawk

Questo post è dedicato a tutti voi che, almeno una volta nella vita, siete usciti dal cinema con la sensazione di aver buttato il prezzo del biglietto.

Seguite attentamente le istruzioni:

1. Recatevi presso il più vicino Mediaworld;
2. Avvicinatevi ai cestoni dei DVD a 2,90 Euro;
3. Acquistate il DVD de "La Tomba";
4. Tornate a casa e guardate il film (quelli che non amano l'horror possono tranquillamente saltare le scene truculente, anche se valgono la pena per la qualità dell'interpretazione... come tutto il film);

D'ora in poi sarete totalmente vaccinati contro le peggio schifezze cinematografiche, e non rimpiangerete mai più i soldi spesi per il cinema. Contenti?

Chicche degne di nota:

- Lo speech introduttivo, platealmente e integralmente scopiazzato da "La mummia";
- La scena in cui Santos scappa nel cimitero, con scene incollate (avete capito bene, proprio tipo Cut-and-Paste) da "L'armata delle tenebre" di Sam Raimi;
- La scena in cui il professore ferma le ultime due sopravvissute davanti ad un raggio luminoso all'interno del tempio, passa la mano sotto il raggio luminoso e cala la scure che aveva impalato una del gruppo (ricorda niente, fin qui?)... sottolineerei l'urlo della mora, nella miglior tradizione delle parodie della Premiata Ditta



Singhiozzo

clock luglio 4, 2007 16.10 by author LoneHawk

In questo periodo, in ufficio, mi sto allegramente rompendo i cosiddetti.

Che poi è la solita storia, più mi annoio, meno mi viene voglia di fare qualcosa, anche al di fuori del lavoro.

Che palle.



(Brutte) Scene da un matrimonio: ignoranza rampante

clock luglio 4, 2007 13.59 by author LoneHawk

Come in ogni matrimonio che si rispetti, non potevano mancare le cose un po' meno belle. Per fortuna siamo stati graziati e ci sono state evitate scenate e scene madri, nonostante una situazione tra le varie famiglie un po' instabile.

Stavo facendo il mio giro tra i parenti, dopo la torta (o prima, come ho detto non ero del tutto in me), quando capito nella zona dove stavano mia madre e i miei cugini, con relativi figli (il bimbo da 5 anni, la bimba da 3). La bimba, tanto per cambiare, stava piangendo.

Era già la terza o quarta volta che la sentivo piangere perchè "infastidita" dal comportamento dell'unica altra bambina venuta al matrimonio, S., la figlia di R. e S. (una fiera delle S, il mio matrimonio), anche lei di circa 3-4 anni.
R. è indiano, ma, essendo stato adottato da una coppia di torinesi all'età di 5 anni, e avendone adesso trenta in più, è praticamente più italiano di me. Fa un po' effetto sentirlo parlare con un marcatissimo accento torinese e vederlo con quella pelle scura scura :)
La figlia, avuta con S., è, come tutti i miscugli di razze, bellissima e adorabile, un cosino microscopico con la pelle color miele e due occhioni scuri grossi così. Inoltre è molto attiva (come secondo me dovrebbero essere i bambini di quell'età, ma senza risultare fastidiosa. Curiosava qui e là, e quando è venuta in contatto con i figli di mio cugino, ovviamente si è aggregata a quelli che per lei rappresentavano gli esseri a lei più affini, in un mondo di giganti.

Il problema è nato dal fatto che l'esuberanza della piccola S. ha "infastidito", se possiamo dire così, la figlia piccola di mio cugino, tanto che questa frignava praticamente in continuazione (il classico pianto capriccioso che mi fa detestare cordialmente qualunque bambino si lasci andare a questa insopportabile pratica).

Il fatto è che la moglie di mio cugino tiene la piccola nella bambagia (le ha addirittura cambiato vestito dopo la cerimonia! ARGH!), viziandola e opprimendone, secondo me, il normale sviluppo, anche sociologico. Basta pensare che, alla tenera età di tre anni e mezzo, quando non mangia, la bambina porta ancora il ciuccio (con i problemi alla dentizione che tutti sappiamo questo comporta). Mio cugino, lavorando fuori casa buona parte della settimana, non riesce a tenere sotto controllo, purtroppo, la situazione.

E' ovvio che una che viene cresciuta come una bambola di ceramica sotto vuoto, quando incontra un'affarino che non sta fermo un attimo (a parte quando si mangiava, che non mi pare di averla vista rompere le scatole in giro) si trovi un attimo spiazzata e pianga.

E fin qui lo posso anche accettare. Forse potrei anche capirlo. Del resto non è colpa della mia cuginetta se ha quella madre lì.

La cosa che me le ha fatte un po' girare (nonostante l'abbondante dose di alcol che mi girava nelle vene e in cui sguazzavano i miei neuroni), è stata che, quando ho detto: "Ma piange ancora, questa bambina!", la madre ha detto: "Eh sì, perchè quando ci sono i selvaggi in giro... del resto bisognerebbe tenerli al guinzaglio, quelli di quella razza lì...".

Ecco, qui mi sono incazzato. E' che speravo di aver capito male, che l'alcol mi facesse avere delle visioni o che... macchè. Ha detto proprio così. Ma come si permette? Come si permette di offendere a) i miei amici, invitati al mio matrimonio ben prima di quando fosse stata invitata lei, che si è per altro presentata vestita come se stesse andando ad un pic nic sull'argine; b) la piccola S., che a ben vedere da grande avrebbe anche tutto il diritto di iscriversi alla lega e dare alla moglie di mio cugino della terrona, visto che S. è nata a Torino da genitori italianissimi.

Veramente, ha dimostrato di essere la contadina (con tutto il rispetto per i contadini) che è, pur essendo di famiglia ricca, e con quella frase ha dimostrato un'ignoranza e una grettezza (sulle quali non c'erano dubbi visti i suoi trascorsi sia scolastici che umani). Questa cosa ha rischiato di rovinarmi la giornata. Per fortuna poi ho visto la piccola S. in braccio al suo papà, e mi sono reso conto che, crescendo, sarà una donna forte e bella, sia fuori ma, soprattutto, dentro, come lo sono i suoi genitori.



Considerazioni da un matrimonio: il matrimonio è un gavettone

clock luglio 3, 2007 16.45 by author LoneHawk

Il matrimonio è come un gavettone (palloncino riempito d'acqua): ci si mette un sacco a riempirlo (il gavettone, non il matrimonio), perchè bisogna stare attenti che non si rompa, e poi, quando effettivamente viene lanciato, scoppia in un momento ed è tutto finito.

Il matrimonio è più o meno lo stesso: ci vuole un bel po' di tempo e attenzione per prepararlo, poi, arrivati a sera, ti dici "beh, tutto qua?!". Passato in un lampo. Ed è un peccato, perchè vorresti avere avuto più tempo per stare con quello o con quell'altra. Però le emozioni che si provano sono indescrivibili!



Cronaca di un matrimonio annunciato

clock luglio 3, 2007 16.26 by author LoneHawk

- La carica del parentame

La giornata di Giovedì, per me, non è cominciata con la sveglia, come le persone normali, ma con l'arrivo dei primi parenti, verso le 14: i miei. In realtà sarebbero dovuti arrivare alle 12, in modo da andare a mangiare da qualche parte, ma tra mia madre e la zia di mio padre devono essersi fermati a tutti gli autogrill e affini dell'A4, tratta Padova-Milano. Così, visto il ritardo, ho messo su una pentola per gli spaghetti, ho fatto un sughetto veloce con dei pomodorini (che mi tenevo per sabato e domenica, sigh) e li ho sfamati.
Questo è stato solo l'inizio! Infatti io pensavo arrivassero tutti abbastanza raggruppati (ad esempio tutti quelli di Padova insieme, tutti quelli di Viterbo insieme e, la sera, i miei amici), invece sono arrivati tutti distribuiti nel pomeriggio (a parte i miei amici)... sigh, io che volevo andare a fare una lampada prematrimoniale, invece niente...
Dopo qualche ora casa mia era invasa di parenti e amici di famiglia: devo dire che i complimenti per la casa e tutto il resto fanno piacere, però un'invasione del genere è un po' stressantina :P
Anche il gatto non ha gradito molto, tanto che la sera s'è fatto coccolare sulle mie ginocchia, nonostante lui non ami queste cose da gatto proletario...

- Avventura prematrimoniale di una sera con una centralinista

Già da qualche mese mia madre aveva deciso che io e lei dovevamo raggiungere la sala del comune in taxi, partendo dal luogo di ritrovo (il parcheggio dei grandi magazzini Metro). Più passavano le settimane, avvicinandoci alla fatidica data, più lei mi stressava l'anima ricordandomi ogni volta del taxi, che certo non potevo prenotare mesi prima del giorno effettivo.
Ho quindi aspettato fino alla sera prima. Chiamo quindi il servizio taxi, mi risponde una signorina, già dalla voce non molto disponibile.

IO: "Buona sera, parla Lone, vorrei prenotare un taxi per domani mattina"
LEI: "Mi dica l'indirizzo"
IO: "Via 25 Aprile a San Donato Milanese, presso il parcheggio dei Grandi Magazzini Metro"
LEI: "No, mi deve dare il numero civico perchè non posso mettere come destinazione il parcheggio del Metro"
IO: "Ah, ok, non ce l'ho, devo cercarlo vi richiamo" (qui ho pensato che cominciasse a fare ostracismo, visto che non è invisibile, il Metro)

Al che ho staccato, ho smontato il cellulare, inserito la scheda nella PC Card, acceso il computer, mi sono collegato ad Internet (alla tremenda velocità di 57,6 Kbps, ah Wow!) e ho cercato questo benedetto numero civico. Trovato il numero, richiamo:

IO: "Buona sera, parla Lone, vorrei prenotare un taxi per domani mattina"
LEI (la stessa di prima!!*): "Sì, mi dica l'indirizzo..."
IO: "Via 25 Aprile 23, a San Donato Milanese"
LEI: "Mi da un numero di telefono"
IO: "Sì, 320xyzabcd"
LEI: "No, mi serve un numero di rete fissa"
IO: "Non ce l'ho, ho solo il cellulare"
LEI: "No, mi serve o il numero di casa o il numero dell'ufficio, per la prenotazione"
IO (che qui cominciavo a spazientirmi): "Beh, io riesco a farmi accompagnare fino a lì, e poi ho bisogno del taxi, come devo fare per poterlo avere, se non ho un numero fisso?"
LEI: "Lei deve averlo, se poi lei si fa accompagnare per sua comodità, deve chiamare direttamente da lì domani per farsi venire a prendere"
IO: "Sì, ma io devo essere sicuro che il taxi sia lì ad una certa ora"
LEI: "La prenotazione non si può fare senza un numero fisso"

Qui la discussione continuava senza arrivare a nulla. Io, già stressato dall'arrivo dei parenti e dall'attesa per il giorno dopo, a vedermi questa qui che deliberatamente, evidentemente, non mi dava ne una soluzione ne una spiegazione plausibile all'impedimento che mi rappresentava, mi sono incazzato come una iena, al che l'ho mandata a quel paese e le ho sbattuto il telefono in faccia.
E in comune ci sarei andato in pulman con gli altri invitati, piuttosto di dare soldi ad un servizio così scadente. Eccheccacchioh!!

(*): Ma è mai possibile che quando devi avere assistenza dai call center, ogni volta che chiami ti risponde uno diverso, costringendoti a ripetere fino alla nausea il tuo problema, ma quando vorresti che ti rispondesse qualcun'altro ti risponde sempre il centralinista più inetto di tutti?

- Addio al celibato con ritardo e controfiocchi

La sera prima del matrimonio dovevo andare da qualche parte a cena con i miei amici, S. e C. e relativi morosi. Ovviamente, tanto per dare un po' di pepe alla cosa, le pizzerie qui in giro chiudono il servizio ristorante alle 11.30! S. e C. partivano da Padova alle 19 (in teoria).
Verso le otto e mezzo di sera chiamo C. per sentire a che punto fossero. Mi risponde che stavano appunto prendendo l'autostrada, perchè avevano avuto sia lui che F. (il moroso di S.) problemi ad uscire in tempo dal lavoro.
Vabbè, dico, in un paio d'orette e mezza ce l'avrebbero fatta ad arrivare, e potevamo prendere le pizze e mangiarle a casa da me.
Nel mentre che aspettavo arrivano mia sorella, moroso, mia cugina e la figlia degli amici dei miei (una che appena la vedi ti viene la depressione, ma vabbeh...) con una tonnellata e mezza di nastro per i fiocchi (quello che tiri il filetto e zumm, il fiocco è fatto). Fintanto che loro cominciavano ad infiocchettarmi casa (sigh), all'alba delle 11 sono arrivati i ragazzi, così, sono partito con loro a prendere le pizze (tanto la pizzeria è dietro casa...).
L'attesa per le pizze è stata lunga, ma mi ha dato occasione di farmi una chiacchierata con gli amici, di scherzare, ridere, alleviare un po' la tensione fino ad allora accumulata... un toccasana!
Finalmente, poi, c'hanno consegnato le pizze (io ho preso solo una margherita perchè avevo lo stomaco chiusissimo) e siamo tornati a casa... arriviamo, e me la vedo completamente infiocchettata, con addirittura quattro nastri lunghissimi che scendevano dal mio balcone fino alla ringhiera del pian terreno! ARGH!!!
Vabbè, comunque siamo saliti in casa. Una volta arrivati, mia sorella e i suoi complici si sono defilati, lasciandoci soli al nostro "banchetto"! :)
Ovviamente mi hanno fatto tutti i complimenti per la casa, la cucina e pure per il gatto :)
La cosa importante, comunque, è averli avuti lì, a ridere, scherzare, mangiare insieme. E' stato bello, anche se non trasgressivo (non c'era nemmeno alcol :P) come vorrebbe la tradizione.
All'alba dell'una e mezza li ho accompagnati all'albergo, di cui avevo già io le chiavi, visto che, essendo un albergo a conduzione famigliare, la portineria chiude presto. Così ho dovuto far loro da guida e mostrargli come entrare.
Poi me ne sono tornato a casa e, verso le due, ho tolto i nastri lunghi che scendevano dal balcone, dopo consulto con la morosa (anche perchè passavano davanti al balcone di quello sotto e sopra il giardino di quella del primo piano, e vogliamo evitare di iniziare l'avventura nella casa nuova con discussioni del tipo "avete messo i nastri senza chiedere", che non è bellissimo).

- La notte insonne

Finito di togliere i nastri in eccesso (ho lasciato praticamente solo i fiocchi classici bianchi sul cancellino, sulle scale e sulla porta di casa), mi sono spogliato e sono andato a letto. Come poso la testa sul cuscino, tutto il sonno che avevo è magicamente sparito. Gira che ti rigira, niente, non mi riesce di trovare una posizione comoda e, soprattutto, soporifera, tanto che, quando il gatto alle tre ha cominciato a smiagoleggiare per essere coccolato, l'ho pigliato e messo sotto il braccio, grattandogli il muso come piace a lui... almeno lui ha dormito!
Dopo aver passato altre tre ore con il gatto stravaccato contro (e in estate una copertina pelosa a 38 gradi non è che aiuti ad addormentarsi) è suonata la sveglia. Ero in coma!! Così ho riempito la vasca di acqua fredda e mi ci sono buttato dentro a pesce... uno choc, ma almeno m'ha aiutato a svegliarmi... anche se m'è tornata la tensione :P

- Preparazione

Dopo il bagno improvvisato mi sono finito di lavare per bene, mi sono asciugato e dato la prima passata di rasoio alla barba, in modo da tenermene un po' per quando sarebbe arrivato il fotografo. Sì, perchè il fotografo, in teoria, doveva passare prima da Silvia, per il reportage della sua vestizione, e poi da me, per qualche scatto nel mentre che mi preparavo. Intanto sono arrivati anche i miei, che dovevano, in teoria, aiutarmi a prepararmi. In pratica l'unico aiuto è stato mio papà che m'ha fatto il nodo alla cravatta, visto che io sono totalmente impedito (a mia discolpa c'è anche il fatto che non porto cravatte da che avevo 8 anni, quando ho fatto la prima comunione!). Alla fine la morosa mi ha chiamato dicendomi che il fotografo non passava da me, quindi ho finito la sbarbatura e ho cominciato a vestirmi... Sono stato ripreso e fotografato dalla mutanda alla giacca >.<' Groan!
Comunque, nel frattempo, visto che la prenotazione del taxi è andata a monte, si è riusciti a convincere mia madre a prendere il pulman, così ho fatto chiamare gli altri che aspettavano di partire dall'albergo e dirgli di aspettarci che saremmo andati tutti insieme.
Una volta finito di prepararmi, quindi, siamo partiti da casa, siamo andati all'albergo a raccattare il popolo e poi siamo partiti alla volta del ritrovo del pulman. Mi stavo quasi abituando all'ansia...

- Il punto di ritrovo

...ma ovviamente era troppo facile, così!
Siamo arrivati al punto di ritrovo, dove i due pulman (un pulman grosso e un pulmino) ci aspettavano già.
Una volta scesi dalla macchina mi sono preso un po' di complimenti dai parenti e gli amici per il vestito (che effettivamente è molto figo :D) e ci siamo avvicinati ai pulman, che aspettavano già lì (miracolo, miracolo!). Fintanto che aspettiamo la gente che ancora doveva arrivare e che arrivava a spizzichi e mozzichi (e intanto erano le 10, meno male che avevamo detto che il pulman partiva alle 10.15! La tensione saleeee!!) ci siamo fatti due chiacchiere, qualche coccola dalla mia testimone.
E' arrivato nel frattempo anche il fotografo, che ha cominciato a fotografare tutto quel che respirava (e anche qualcosa che non respirava!). Ha addirittura fotografato i piedi a S., la mia testimone e a R., la morosa di C.! Al che S. mi fa: "Ma mi ha fotografato i piedi!"... io ho fatto spallucce e le ho risposto con il ghigno: "Magari è un feticista :P:P".
Erano quasi le dieci e un quarto quando è arrivata anche la signora a cui Silvia aveva affidato la lista di quelli che dovevano prendere il pulman... peccato che non avesse separato molto chiaramente quelli che lo prendevano sia all'andata che al ritorno da quelli che lo prendevano solo al ritorno >.< C'è stato un momento di panico perchè pareva mancasse un sacco di gente, invece era tutta gente che arrivava direttamente in metropolitana e poi prendeva il pulman al rientro!
Alla fine parevano dispersi solo una coppia di parenti di Silvia, che sono arrivati quando praticamente il pulman stava chiudendo le porte, con tutta calma e flemma... li avrei squoiati vivi! Ormai ero veramente tesissimo!
Durante il viaggio in pulman ho fatto un po' lo scemo con il microfono, ma non tanto, perchè ero veramente agitato, sapendo che Silvia era già partita da casa da un pezzo e temendo che arrivasse prima di me (come è infatti accaduto**... doh!)
Comunque alla fine siamo arrivati in comune, mi son fatto dare il numero dell'autista per richiamarli una volta finito, e siamo scesi tutti.

(**): ho saputo dopo che la sposa era arrivata prestissimo, così si è abbassata e la macchina ha continuato dritta, andando ad aspettare ai Bastioni...

- La carta d'identità (questa sconosciuta)

Sceso dal pulman sono stato preso d'assalto dai parenti della sposa, tutti a salutarmi, stringermi la mano, agguapparsi alla coscia (il cuginetto piccolo)... per fortuna avevo i miei amici e i testimoni dal suo lato a salvarmi! Così, dopo aver salutato cinque o sei milioni di parenti acquisiti, siamo andati, i miei testimoni e P., l'ex coinquilino di Ancona di Silvia, a prenderci qualcosa da bere. L'idea era convincere qualche barista a farci uno spritz (tipico aperitivo padovano, n.d.L.), ma l'unica cosa nel raggio di poche centinaia di metri che vendesse qualcosa di liquido (notare che ormai mancava un quarto d'ora alla firma dei documenti) era un chioschetto lì vicino senza nemmeno la licenza per la vendita di alcolici! Che sfiga! Vabbè, abbiamo ripiegato per cinque Campari e un bicchiere d'acqua con limone, la fiera dell'analcolico, praticamente!
Finito di trinchettare, siamo tornati alla sala del comune, dove c'aspettavano tutti... Ho anche scroccato una gomma a D., un ex compagno di università di Silvia. Del resto lo sposo deve avere l'alito fresco, no?
Finchè aspettavamo, S., la migliore amica d'infanzia di Silvia e il suo moroso, per scherzare, hanno chiesto a R., che forse doveva celebrare***, se si fosse ricordato la carta di identità.
A quelle parole io guardo S., sgrano gli occhi, sbianco... per il mio cervello sono passati almeno un miliardo e mezzo di santi e madonne varie, nel frattempo che controllavo senza alcuna speranza le tasche del vestito... Cazzo, m'ero scordato la carta d'identità!!!
E mia madre, che per 25 anni, ogni volta che uscivo di casa mi chiedeva se avevo i documenti (pratica perfettamente inutile, visto che li ho sempre portati nel portafogli nella tasca dietro dei jeans, quindi ce li avevo sempre), l'unica volta che avrebbe fatto cosa buona e giusta a ricordarmelo, mica non me lo dice?!? Ovviamente il portafogli non l'avevo preso, visto che è bello grosso e nel vestito non c'è certo una tasca adatta a portarlo.
Ero in un totale stato di panico!
Al che mia sorella m'ha preso e siamo corsi dentro al comune... abbiamo trovato quello che più degli altri aveva la faccia da dipendente pubblico (uno che a dir poco assomigliava a Boris Karloff nel ruolo della Morte) e gli abbiamo spiegato la situazione. Non so se è stata la mia faccia da cucciolo impaurito, fatto sta che è andato dove avevano i documenti, e per fortuna c'era anche una fotocopia della mia carta d'identità! Emergenza rientrata!
Così ho anche visto che celebrava effettivamente R. e ho saputo che c'era un leggero ritardo della sposa precedente, quindi il nostro matrimonio sarebbe stato alle 12 invece che alle 11.40.
Ragazzi c'avevo le ginocchia che mi facevano giacomo-giacomo!


(***): Io e Silvia abbiamo deciso di farci sposare da un suo caro amico, poi anche mio, solo che non si sapeva se l'avrebbe potuto fare lui perchè la geniale idea c'è venuta a tre settimane dalle nozze, e quindi non si sapeva se saremmo riusciti ad avere la delega del sindaco...

- L'arrivo della sposa

Uscito dalla saletta del comune, ho visto arrivare qualcuno che mi avvisava che la sposa era arrivata e mi stava cercando. Mi sono quindi precipitato sulle scale ed eccola lì!
Com'era bellaaaaaa! Il vestito era tutto quello che non mi ero potuto immaginare, rosso bordeaux, con due spalline sottili sottili (che io amo le spalle della mia fidanza... ahem, di mia moglie! ;))
Lei poi era uno spettacolo, con i capelli tirati su, con dei ciuffi un po' abboccolati e un po' lisci ad incorniciarle il viso!!
Ovviamente era lì che faceva il suo show, perchè non sia mai che noi siamo seri, hehehehe :D

- Sorella vs Fidanzata

Una delle pochissime note di dolore (o di colore, se preferite) è stato vedere che mia sorella, nonostante le fosse stato detto e ripetuto che il vestito della sposa aveva lo stesso colore di quello che lei voleva mettere e che sarebbe stato meglio se avesse scelto qualcos'altro, ha lo stesso voluto vestirsi con il vestito che aveva scelto, risultando la brutta copia della sposa, e facendoci una figura abbastanza barbina con tutti gli invitati!
Io, naturalmente, non sapevo che il colore del vestito della sposa sarebbe stato quello, quindi, finchè non ho visto Silvia, non mi sono preoccupato...
Solo che mia sorella è così, una scheggia impazzita, totalmente fuori controllo quando ha deciso una cosa!

- La cerimonia

Comunque, dopo una mezz'oretta d'attesa, in cui abbiamo finito di salutare parenti e amici che erano arrivati, ci chiamano dentro.
Io mi fiondo sulle scale per attendere la sposa, poi vengo addirittura cacciato nella sala, chè volevano proprio fare l'ingresso trionfale!
Sicchè sono andato dentro e l'ho aspettata vicino al tavolo del celebrante (R. con la fascia da sindaco, un po' faceva impressione :D).
Nel mentre che aspettavo mi sono reso conto che avevo ancora la gomma!!! Mi son guardato intorno, cercando un cestino (che ovviamente non c'era "-__-), ho valutato l'ipotesi di mettermela in tasca, poi finalmente il neurone è ripartito e mi ha suggerito che ormai la soluzione migliore era solo una... così GULP!, l'ho ingoiata!
Quando Silvia è entrata, sempre perchè non è che siamo tanto registrati, noi due, ha cominciato a canticchiarsi la marcia nuziale... e dopo un po' c'era un bel numero di persone che le andava anche dietro! (non escludo anche il sottoscritto, ma ormai ero totalmente fuori di testa :))
L'ho presa e siamo andati verso le nostre sedie, quando Boris Karloff... ehm, volevo dire, il messo comunale (penso, almeno, fosse un messo, boh...) ci dice che lo sposo va a sinistra e la sposa a destra... ma da quando in qua?! Vabbè, ci siamo agilmente scambiati di posto e la cerimonia è cominciata.
R. è stato bravissimo e troppo forte, visto che ha condito i noiosissimo articoli della legge civile con qualche commentino salace e qualche frecciatina! Io e Silvia non riuscivamo a smettere di ridere :D
Comunque tutto si è svolto molto velocemente, abbiamo firmato e poi abbiamo fatto lo scambio degli anelli. Solo che gli anelli avrebbe dovuto portarli C., l'altro mio testimone virtuale (visto che al Comune ti danno massimo un testimone, cavolo). Invece mi vedo arrivare Mr. Karloff che porta il cuscinetto con le fedi (il cuscinetto, per altro, l'ha fatto S., la testimone di Silvia, tutto al punto croce... una pazza!). Ma come, diciamo in coro io e Silvia, ma non doveva portarli C.?! Al che chiama a dovere il mio amico, che cavolo, meglio lui, nella foto, piuttosto di Dracula, no? Così abbiamo rifatto l'arrivo delle fedi! HAHAHA!! Il nostro non è stato un matrimonio normale :P
Comunque, infilate le fedi, baciata la sposa, e subito m'è scappata via! C'avevo la sposa in fuga anch'io come Richard Gere! :P
Dopo la cerimonia siamo usciti un po' sui giardini a fare un po' di foto con il parentado... intanto ho richiamato il pulman.
Poi io e Silvia siamo saliti sul Pajero e ce ne siamo andati ad aspettare al punto di ritrovo, da dove saremmo partiti per il ristorante.

- Il pranzo

Per il pranzo abbiamo scelto un ristorante un po' fuori Milano, l'Oca Dipinta, che è anche un disco pub.
La scelta è stata pilotata dagli effettivi vantaggi che questo posto offriva: un grande giardino, in cui fare sia gli antipasti che il dolce, una bella sala, la possibilità di restare fino a quando avessimo voluto (eventualmente anche la sera alla discoteca, con 50 consumazioni gratuite per eventuali ospiti che fossero rimasti. Inoltre era uno dei più economici che abbiamo trovato (circa 68 euro a persona).
Quando siamo arrivati era già tutto pronto, di fuori, per il bouffet... ma quanta roba! un'enormità, tanto che, quando avevamo finito di mangiare gli antipasti (io ho spiluccato solo un paio di cosette perchè avevo ancora lo stomaco un po' chiuso per l'emozione), alcuni c'hanno chiesto increduli: "Ma si mangia ancora? Io pensavo si passasse al dolce!".
Naturalmente non ci siamo salvati dal brindisi incrociato, per inaugurare la pappatoia... poi, a forza di brindare con questo o quel parente o amico, ero già mezzo ciucco ancora prima di sedermi a tavola :P
Comunque è stato tutto buonissimo, a partire dai primi (risotto con i gamberetti, che aveva anche della menta fresca tagliuzzata sopra, e dei ravioloni di magro con pomodoro pachino) ai secondi, che noi abbiamo scelto essere una grigliata mista di pesce e carne, servita in vassoioni e separati, il pesce dalla carne, da ananas grigliato.
Devo anche dire che, arrivati al secondo primo, la tensione cominciava a scemare, lasciandosi indietro, oltre la fame, un sonno micidiale!
Poi c'era un semifreddo all'arancio per pulire un po', quindi di nuovo tutti fuori per il dolce.
Nel frattempo che i ragazzi dello staff preparavano la torta e i bicchieri di spumante, io e Silvia ci siamo dati lei al lancio del bouquet e io al lancio della giarrettiera, dopo aver quasi dovuto abbattere la novella consorte per sfilargliela :D Per altro ho dovuto rifare il lancio perchè m'è venuto corto (come è noto vanno afferrati al volo, sia la giarrettiera che il bouquet :)). Provate voi a lanciare una cosina che peserà si e no dieci grammi, tutta svolazzante!
Poi siamo passati alla torta (io ne ho assaggiato solo un pezzetto, visto che al secondo primo ero già satollo), che era buonissima! Ah, i pupetti sulla torta li ha fatti Silvia con il Cernit, li potete vedere sul suo blog!

- Il maleficio del taxi mannaro

Io speravo di essermi liberato del radiotaxi di Milano, e invece no! Infatti L., una mia amica di Varese, doveva prendere il treno alle 18 per andare dal suo moroso a Verona (questa gente che inizia le storie a distanza, proprio non la capisco :P:P:P), e pensavo di poterla far accompagnare da qualcuno dei parenti fino a S. Donato. Non avevo considerato (o meglio, ero ottimista riguardo) la durata del pranzo!! Infatti, anche a causa del ritardo in comune, siamo arrivati alle 17 che nemmeno eravamo al dolce!
Così le ho detto che le avrei chiamato un taxi: eccomi là, con il fido cellulare, a chiamare il radiotaxi. Mi risponde una (per fortuna non quella della sera prima!), le spiego che ho bisogno di un taxi, che mi trovo in questo tal punto (e anche spiegare dove eravamo, che il ristorante non ha un numero civico, ma solo una stradina al chilometro 17 verso Crema...). Lei mi mette in attesa! Odio essere messo in attesa, soprattutto se la musichina fa schifo! Dopo almeno 10 minuti (in cui cominciavo a disperare), ecco che mi riapre la linea e mi dice che il taxi arriva in venti minuti. Ok, eravamo un po' fuori mano, ma 30 minuti per far arrivare un taxi da Milano, ovvero a 20 chilometri da dove eravamo? Cavolo... vabbè, o così, o ciccia, mi dico. Lo dico a L., che si mette il cuore in pace e si mette ad aspettare. Quando, dopo pochi minuti, mi richiama il servizio taxi, dicendomi che il tassista aveva chiesto una sostituzione (fetente) e che quindi mi doveva cercare un'altra auto. Ma non poteva cercarmela senza chiamarmi? Mah... comunque anche qui attesa inenarrabile, fino a che non ha trovato un'altra macchina. Finalmente! Così, 20 minuti dopo, il taxi era lì e L. è partita per quel di Verona (ha dovuto però prendere il treno delle 20...)

- Scherzi etilici

Dopo la torta, la gente, soprattutto i più anzianotti, ha cominciato ad andare verso casa. E' stato allora che io e la consorte siamo stati rapiti dal gruppo dei suoi ex compagni di università ad Ancona, che c'hanno fatto fare un gioco al massacro: hanno preparato un rotolo di scottex tutto scritto in rima, che Silvia doveva srotolare e io leggere. Ad ogni errore dovevamo bere un bicchiere di spumante! Inutile dire che già alla seconda riga ho sbagliato a leggere, poi Silvia non ha srotolato in tempo, poi altri due errori... insomma, ci sono toccati quattro bicchieri di spumante a testa... dopo sì che la testa continuava! Yuppieeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!

Dopo questa avventura, ci siamo sbracati sui divanetti del ristorante, che lo staff stava pian pianino trasformando in discoteca, facendo sparire i tavoli dal giardino e mettendo, appunto, qualche sedia e qualche divanetto... eravamo super stanchi! Davvero, non pensavo fosse così stancante fare lo sposo, contavo che fosse la sposa la più richiesta, invece anche a me è toccata la mia sana dose di parenti e amici con cui chiacchierare!

Dopo qualche decina di minuti, insomma, anche gli ultimi hanno deciso di defilarsi, così noi siamo andati verso la macchina, che avevano, naturalmente, ben pensato di riempire di palloncini e mummificare con la carta igienica! Così, con gli ultimissimi superstiti (noi, la testimone di Silvia e i suoi) abbiamo spacchettato la macchina e finalmente abbiamo puntato verso casa, stanchi ma veramente soddisfatti della giornata!

- La prima notte

L'ho detto che avevamo riso ovunque? Nei capelli, nelle scarpe, nei vestiti, perfino nelle mutande!
Arrivati a casa abbiamo portato su un po' di cose dalla macchina (abbiamo lasciato i regali pesanti e altre cosette) e siamo saliti in casa. Naturalmente ho fatto attraversare a Silvia la soglia di casa in braccio! Poi, dopo aver raccolto la pupù del gatto (che romantico inizio della nostra prima sera da sposati :P) ci siamo andati a svestire in terrazzo... riso ovunque!
Silvia però era sexxxxxy con quel reggiseno e le mutandine con reggicalze incorporato di raso nero... che se ci ripenso!...
Una volta spogliati ci siamo infilati a letto, abbiamo fatto l'amore (ebbene sì, abbiamo avuto la forza di fare anche quello, alla facciaccia di chi ci diceva che la prima notte si è talmente stanchi che non ci si riesce) e poi ci siamo addormentati... o meglio, io sono crollato (dopo 44 ore da sveglio, mi sono sentito in diritto di svenire sul cuscino), Silvia, invece, ha passato sveglia buona parte della notte, troppo stanca anche per prendere sonno (del resto lei ha dormito saporitamente la notte prima... uno a uno, cuscino al centro :))

- The (svacched) day after

Il giorno dopo, essendo sabato (Dio sia ringraziato per quelli che avevano occupato tutti gli orari per i matrimoni in comune, quel sabato), l'abbiamo passato svaccati sul divano, a stordirci di film e coccole. L'unico onere è stato andare giù in macchina a recuperare i regali che c'avevano fatto il giorno prima (un servizio completo in ceramica raku e sei set per il sushi, stupendi) e le ultime carabattole (tipo la giacca del mio vestito).
Per il resto non abbiamo fatto colazione, non abbiamo fatto pranzo, a metà pomeriggio abbiamo sgranocchiato qualche patatina (in divano) e bevuto un po' di coca... insomma, svacco totale fino a sera, quando ci siamo fatti una matriciana (la prima con la nuova cucina, la prima da sposati :)) e poi, dopo un ultimo filmettimo, siamo andati a nanna. Questa volta siamo crollati immediatamente tutti e due!