- La carica del parentame
La giornata di Giovedì, per me, non è cominciata con la sveglia, come le persone normali, ma con l'arrivo dei primi parenti, verso le 14: i miei. In realtà sarebbero dovuti arrivare alle 12, in modo da andare a mangiare da qualche parte, ma tra mia madre e la zia di mio padre devono essersi fermati a tutti gli autogrill e affini dell'A4, tratta Padova-Milano. Così, visto il ritardo, ho messo su una pentola per gli spaghetti, ho fatto un sughetto veloce con dei pomodorini (che mi tenevo per sabato e domenica, sigh) e li ho sfamati.
Questo è stato solo l'inizio! Infatti io pensavo arrivassero tutti abbastanza raggruppati (ad esempio tutti quelli di Padova insieme, tutti quelli di Viterbo insieme e, la sera, i miei amici), invece sono arrivati tutti distribuiti nel pomeriggio (a parte i miei amici)... sigh, io che volevo andare a fare una lampada prematrimoniale, invece niente...
Dopo qualche ora casa mia era invasa di parenti e amici di famiglia: devo dire che i complimenti per la casa e tutto il resto fanno piacere, però un'invasione del genere è un po' stressantina :P
Anche il gatto non ha gradito molto, tanto che la sera s'è fatto coccolare sulle mie ginocchia, nonostante lui non ami queste cose da gatto proletario...
- Avventura prematrimoniale di una sera con una centralinista
Già da qualche mese mia madre aveva deciso che io e lei dovevamo raggiungere la sala del comune in taxi, partendo dal luogo di ritrovo (il parcheggio dei grandi magazzini Metro). Più passavano le settimane, avvicinandoci alla fatidica data, più lei mi stressava l'anima ricordandomi ogni volta del taxi, che certo non potevo prenotare mesi prima del giorno effettivo.
Ho quindi aspettato fino alla sera prima. Chiamo quindi il servizio taxi, mi risponde una signorina, già dalla voce non molto disponibile.
IO: "Buona sera, parla Lone, vorrei prenotare un taxi per domani mattina"
LEI: "Mi dica l'indirizzo"
IO: "Via 25 Aprile a San Donato Milanese, presso il parcheggio dei Grandi Magazzini Metro"
LEI: "No, mi deve dare il numero civico perchè non posso mettere come destinazione il parcheggio del Metro"
IO: "Ah, ok, non ce l'ho, devo cercarlo vi richiamo" (qui ho pensato che cominciasse a fare ostracismo, visto che non è invisibile, il Metro)
Al che ho staccato, ho smontato il cellulare, inserito la scheda nella PC Card, acceso il computer, mi sono collegato ad Internet (alla tremenda velocità di 57,6 Kbps, ah Wow!) e ho cercato questo benedetto numero civico. Trovato il numero, richiamo:
IO: "Buona sera, parla Lone, vorrei prenotare un taxi per domani mattina"
LEI (la stessa di prima!!*): "Sì, mi dica l'indirizzo..."
IO: "Via 25 Aprile 23, a San Donato Milanese"
LEI: "Mi da un numero di telefono"
IO: "Sì, 320xyzabcd"
LEI: "No, mi serve un numero di rete fissa"
IO: "Non ce l'ho, ho solo il cellulare"
LEI: "No, mi serve o il numero di casa o il numero dell'ufficio, per la prenotazione"
IO (che qui cominciavo a spazientirmi): "Beh, io riesco a farmi accompagnare fino a lì, e poi ho bisogno del taxi, come devo fare per poterlo avere, se non ho un numero fisso?"
LEI: "Lei deve averlo, se poi lei si fa accompagnare per sua comodità, deve chiamare direttamente da lì domani per farsi venire a prendere"
IO: "Sì, ma io devo essere sicuro che il taxi sia lì ad una certa ora"
LEI: "La prenotazione non si può fare senza un numero fisso"
Qui la discussione continuava senza arrivare a nulla. Io, già stressato dall'arrivo dei parenti e dall'attesa per il giorno dopo, a vedermi questa qui che deliberatamente, evidentemente, non mi dava ne una soluzione ne una spiegazione plausibile all'impedimento che mi rappresentava, mi sono incazzato come una iena, al che l'ho mandata a quel paese e le ho sbattuto il telefono in faccia.
E in comune ci sarei andato in pulman con gli altri invitati, piuttosto di dare soldi ad un servizio così scadente. Eccheccacchioh!!
(*): Ma è mai possibile che quando devi avere assistenza dai call center, ogni volta che chiami ti risponde uno diverso, costringendoti a ripetere fino alla nausea il tuo problema, ma quando vorresti che ti rispondesse qualcun'altro ti risponde sempre il centralinista più inetto di tutti?
- Addio al celibato con ritardo e controfiocchi
La sera prima del matrimonio dovevo andare da qualche parte a cena con i miei amici, S. e C. e relativi morosi. Ovviamente, tanto per dare un po' di pepe alla cosa, le pizzerie qui in giro chiudono il servizio ristorante alle 11.30! S. e C. partivano da Padova alle 19 (in teoria).
Verso le otto e mezzo di sera chiamo C. per sentire a che punto fossero. Mi risponde che stavano appunto prendendo l'autostrada, perchè avevano avuto sia lui che F. (il moroso di S.) problemi ad uscire in tempo dal lavoro.
Vabbè, dico, in un paio d'orette e mezza ce l'avrebbero fatta ad arrivare, e potevamo prendere le pizze e mangiarle a casa da me.
Nel mentre che aspettavo arrivano mia sorella, moroso, mia cugina e la figlia degli amici dei miei (una che appena la vedi ti viene la depressione, ma vabbeh...) con una tonnellata e mezza di nastro per i fiocchi (quello che tiri il filetto e zumm, il fiocco è fatto). Fintanto che loro cominciavano ad infiocchettarmi casa (sigh), all'alba delle 11 sono arrivati i ragazzi, così, sono partito con loro a prendere le pizze (tanto la pizzeria è dietro casa...).
L'attesa per le pizze è stata lunga, ma mi ha dato occasione di farmi una chiacchierata con gli amici, di scherzare, ridere, alleviare un po' la tensione fino ad allora accumulata... un toccasana!
Finalmente, poi, c'hanno consegnato le pizze (io ho preso solo una margherita perchè avevo lo stomaco chiusissimo) e siamo tornati a casa... arriviamo, e me la vedo completamente infiocchettata, con addirittura quattro nastri lunghissimi che scendevano dal mio balcone fino alla ringhiera del pian terreno! ARGH!!!
Vabbè, comunque siamo saliti in casa. Una volta arrivati, mia sorella e i suoi complici si sono defilati, lasciandoci soli al nostro "banchetto"! :)
Ovviamente mi hanno fatto tutti i complimenti per la casa, la cucina e pure per il gatto :)
La cosa importante, comunque, è averli avuti lì, a ridere, scherzare, mangiare insieme. E' stato bello, anche se non trasgressivo (non c'era nemmeno alcol :P) come vorrebbe la tradizione.
All'alba dell'una e mezza li ho accompagnati all'albergo, di cui avevo già io le chiavi, visto che, essendo un albergo a conduzione famigliare, la portineria chiude presto. Così ho dovuto far loro da guida e mostrargli come entrare.
Poi me ne sono tornato a casa e, verso le due, ho tolto i nastri lunghi che scendevano dal balcone, dopo consulto con la morosa (anche perchè passavano davanti al balcone di quello sotto e sopra il giardino di quella del primo piano, e vogliamo evitare di iniziare l'avventura nella casa nuova con discussioni del tipo "avete messo i nastri senza chiedere", che non è bellissimo).
- La notte insonne
Finito di togliere i nastri in eccesso (ho lasciato praticamente solo i fiocchi classici bianchi sul cancellino, sulle scale e sulla porta di casa), mi sono spogliato e sono andato a letto. Come poso la testa sul cuscino, tutto il sonno che avevo è magicamente sparito. Gira che ti rigira, niente, non mi riesce di trovare una posizione comoda e, soprattutto, soporifera, tanto che, quando il gatto alle tre ha cominciato a smiagoleggiare per essere coccolato, l'ho pigliato e messo sotto il braccio, grattandogli il muso come piace a lui... almeno lui ha dormito!
Dopo aver passato altre tre ore con il gatto stravaccato contro (e in estate una copertina pelosa a 38 gradi non è che aiuti ad addormentarsi) è suonata la sveglia. Ero in coma!! Così ho riempito la vasca di acqua fredda e mi ci sono buttato dentro a pesce... uno choc, ma almeno m'ha aiutato a svegliarmi... anche se m'è tornata la tensione :P
- Preparazione
Dopo il bagno improvvisato mi sono finito di lavare per bene, mi sono asciugato e dato la prima passata di rasoio alla barba, in modo da tenermene un po' per quando sarebbe arrivato il fotografo. Sì, perchè il fotografo, in teoria, doveva passare prima da Silvia, per il reportage della sua vestizione, e poi da me, per qualche scatto nel mentre che mi preparavo. Intanto sono arrivati anche i miei, che dovevano, in teoria, aiutarmi a prepararmi. In pratica l'unico aiuto è stato mio papà che m'ha fatto il nodo alla cravatta, visto che io sono totalmente impedito (a mia discolpa c'è anche il fatto che non porto cravatte da che avevo 8 anni, quando ho fatto la prima comunione!). Alla fine la morosa mi ha chiamato dicendomi che il fotografo non passava da me, quindi ho finito la sbarbatura e ho cominciato a vestirmi... Sono stato ripreso e fotografato dalla mutanda alla giacca >.<' Groan!
Comunque, nel frattempo, visto che la prenotazione del taxi è andata a monte, si è riusciti a convincere mia madre a prendere il pulman, così ho fatto chiamare gli altri che aspettavano di partire dall'albergo e dirgli di aspettarci che saremmo andati tutti insieme.
Una volta finito di prepararmi, quindi, siamo partiti da casa, siamo andati all'albergo a raccattare il popolo e poi siamo partiti alla volta del ritrovo del pulman. Mi stavo quasi abituando all'ansia...
- Il punto di ritrovo
...ma ovviamente era troppo facile, così!
Siamo arrivati al punto di ritrovo, dove i due pulman (un pulman grosso e un pulmino) ci aspettavano già.
Una volta scesi dalla macchina mi sono preso un po' di complimenti dai parenti e gli amici per il vestito (che effettivamente è molto figo :D) e ci siamo avvicinati ai pulman, che aspettavano già lì (miracolo, miracolo!). Fintanto che aspettiamo la gente che ancora doveva arrivare e che arrivava a spizzichi e mozzichi (e intanto erano le 10, meno male che avevamo detto che il pulman partiva alle 10.15! La tensione saleeee!!) ci siamo fatti due chiacchiere, qualche coccola dalla mia testimone.
E' arrivato nel frattempo anche il fotografo, che ha cominciato a fotografare tutto quel che respirava (e anche qualcosa che non respirava!). Ha addirittura fotografato i piedi a S., la mia testimone e a R., la morosa di C.! Al che S. mi fa: "Ma mi ha fotografato i piedi!"... io ho fatto spallucce e le ho risposto con il ghigno: "Magari è un feticista :P:P".
Erano quasi le dieci e un quarto quando è arrivata anche la signora a cui Silvia aveva affidato la lista di quelli che dovevano prendere il pulman... peccato che non avesse separato molto chiaramente quelli che lo prendevano sia all'andata che al ritorno da quelli che lo prendevano solo al ritorno >.< C'è stato un momento di panico perchè pareva mancasse un sacco di gente, invece era tutta gente che arrivava direttamente in metropolitana e poi prendeva il pulman al rientro!
Alla fine parevano dispersi solo una coppia di parenti di Silvia, che sono arrivati quando praticamente il pulman stava chiudendo le porte, con tutta calma e flemma... li avrei squoiati vivi! Ormai ero veramente tesissimo!
Durante il viaggio in pulman ho fatto un po' lo scemo con il microfono, ma non tanto, perchè ero veramente agitato, sapendo che Silvia era già partita da casa da un pezzo e temendo che arrivasse prima di me (come è infatti accaduto**... doh!)
Comunque alla fine siamo arrivati in comune, mi son fatto dare il numero dell'autista per richiamarli una volta finito, e siamo scesi tutti.
(**): ho saputo dopo che la sposa era arrivata prestissimo, così si è abbassata e la macchina ha continuato dritta, andando ad aspettare ai Bastioni...
- La carta d'identità (questa sconosciuta)
Sceso dal pulman sono stato preso d'assalto dai parenti della sposa, tutti a salutarmi, stringermi la mano, agguapparsi alla coscia (il cuginetto piccolo)... per fortuna avevo i miei amici e i testimoni dal suo lato a salvarmi! Così, dopo aver salutato cinque o sei milioni di parenti acquisiti, siamo andati, i miei testimoni e P., l'ex coinquilino di Ancona di Silvia, a prenderci qualcosa da bere. L'idea era convincere qualche barista a farci uno spritz (tipico aperitivo padovano, n.d.L.), ma l'unica cosa nel raggio di poche centinaia di metri che vendesse qualcosa di liquido (notare che ormai mancava un quarto d'ora alla firma dei documenti) era un chioschetto lì vicino senza nemmeno la licenza per la vendita di alcolici! Che sfiga! Vabbè, abbiamo ripiegato per cinque Campari e un bicchiere d'acqua con limone, la fiera dell'analcolico, praticamente!
Finito di trinchettare, siamo tornati alla sala del comune, dove c'aspettavano tutti... Ho anche scroccato una gomma a D., un ex compagno di università di Silvia. Del resto lo sposo deve avere l'alito fresco, no?
Finchè aspettavamo, S., la migliore amica d'infanzia di Silvia e il suo moroso, per scherzare, hanno chiesto a R., che forse doveva celebrare***, se si fosse ricordato la carta di identità.
A quelle parole io guardo S., sgrano gli occhi, sbianco... per il mio cervello sono passati almeno un miliardo e mezzo di santi e madonne varie, nel frattempo che controllavo senza alcuna speranza le tasche del vestito... Cazzo, m'ero scordato la carta d'identità!!!
E mia madre, che per 25 anni, ogni volta che uscivo di casa mi chiedeva se avevo i documenti (pratica perfettamente inutile, visto che li ho sempre portati nel portafogli nella tasca dietro dei jeans, quindi ce li avevo sempre), l'unica volta che avrebbe fatto cosa buona e giusta a ricordarmelo, mica non me lo dice?!? Ovviamente il portafogli non l'avevo preso, visto che è bello grosso e nel vestito non c'è certo una tasca adatta a portarlo.
Ero in un totale stato di panico!
Al che mia sorella m'ha preso e siamo corsi dentro al comune... abbiamo trovato quello che più degli altri aveva la faccia da dipendente pubblico (uno che a dir poco assomigliava a Boris Karloff nel ruolo della Morte) e gli abbiamo spiegato la situazione. Non so se è stata la mia faccia da cucciolo impaurito, fatto sta che è andato dove avevano i documenti, e per fortuna c'era anche una fotocopia della mia carta d'identità! Emergenza rientrata!
Così ho anche visto che celebrava effettivamente R. e ho saputo che c'era un leggero ritardo della sposa precedente, quindi il nostro matrimonio sarebbe stato alle 12 invece che alle 11.40.
Ragazzi c'avevo le ginocchia che mi facevano giacomo-giacomo!
(***): Io e Silvia abbiamo deciso di farci sposare da un suo caro amico, poi anche mio, solo che non si sapeva se l'avrebbe potuto fare lui perchè la geniale idea c'è venuta a tre settimane dalle nozze, e quindi non si sapeva se saremmo riusciti ad avere la delega del sindaco...
- L'arrivo della sposa
Uscito dalla saletta del comune, ho visto arrivare qualcuno che mi avvisava che la sposa era arrivata e mi stava cercando. Mi sono quindi precipitato sulle scale ed eccola lì!
Com'era bellaaaaaa! Il vestito era tutto quello che non mi ero potuto immaginare, rosso bordeaux, con due spalline sottili sottili (che io amo le spalle della mia fidanza... ahem, di mia moglie! ;))
Lei poi era uno spettacolo, con i capelli tirati su, con dei ciuffi un po' abboccolati e un po' lisci ad incorniciarle il viso!!
Ovviamente era lì che faceva il suo show, perchè non sia mai che noi siamo seri, hehehehe :D
- Sorella vs Fidanzata
Una delle pochissime note di dolore (o di colore, se preferite) è stato vedere che mia sorella, nonostante le fosse stato detto e ripetuto che il vestito della sposa aveva lo stesso colore di quello che lei voleva mettere e che sarebbe stato meglio se avesse scelto qualcos'altro, ha lo stesso voluto vestirsi con il vestito che aveva scelto, risultando la brutta copia della sposa, e facendoci una figura abbastanza barbina con tutti gli invitati!
Io, naturalmente, non sapevo che il colore del vestito della sposa sarebbe stato quello, quindi, finchè non ho visto Silvia, non mi sono preoccupato...
Solo che mia sorella è così, una scheggia impazzita, totalmente fuori controllo quando ha deciso una cosa!
- La cerimonia
Comunque, dopo una mezz'oretta d'attesa, in cui abbiamo finito di salutare parenti e amici che erano arrivati, ci chiamano dentro.
Io mi fiondo sulle scale per attendere la sposa, poi vengo addirittura cacciato nella sala, chè volevano proprio fare l'ingresso trionfale!
Sicchè sono andato dentro e l'ho aspettata vicino al tavolo del celebrante (R. con la fascia da sindaco, un po' faceva impressione :D).
Nel mentre che aspettavo mi sono reso conto che avevo ancora la gomma!!! Mi son guardato intorno, cercando un cestino (che ovviamente non c'era "-__-), ho valutato l'ipotesi di mettermela in tasca, poi finalmente il neurone è ripartito e mi ha suggerito che ormai la soluzione migliore era solo una... così GULP!, l'ho ingoiata!
Quando Silvia è entrata, sempre perchè non è che siamo tanto registrati, noi due, ha cominciato a canticchiarsi la marcia nuziale... e dopo un po' c'era un bel numero di persone che le andava anche dietro! (non escludo anche il sottoscritto, ma ormai ero totalmente fuori di testa :))
L'ho presa e siamo andati verso le nostre sedie, quando Boris Karloff... ehm, volevo dire, il messo comunale (penso, almeno, fosse un messo, boh...) ci dice che lo sposo va a sinistra e la sposa a destra... ma da quando in qua?! Vabbè, ci siamo agilmente scambiati di posto e la cerimonia è cominciata.
R. è stato bravissimo e troppo forte, visto che ha condito i noiosissimo articoli della legge civile con qualche commentino salace e qualche frecciatina! Io e Silvia non riuscivamo a smettere di ridere :D
Comunque tutto si è svolto molto velocemente, abbiamo firmato e poi abbiamo fatto lo scambio degli anelli. Solo che gli anelli avrebbe dovuto portarli C., l'altro mio testimone virtuale (visto che al Comune ti danno massimo un testimone, cavolo). Invece mi vedo arrivare Mr. Karloff che porta il cuscinetto con le fedi (il cuscinetto, per altro, l'ha fatto S., la testimone di Silvia, tutto al punto croce... una pazza!). Ma come, diciamo in coro io e Silvia, ma non doveva portarli C.?! Al che chiama a dovere il mio amico, che cavolo, meglio lui, nella foto, piuttosto di Dracula, no? Così abbiamo rifatto l'arrivo delle fedi! HAHAHA!! Il nostro non è stato un matrimonio normale :P
Comunque, infilate le fedi, baciata la sposa, e subito m'è scappata via! C'avevo la sposa in fuga anch'io come Richard Gere! :P
Dopo la cerimonia siamo usciti un po' sui giardini a fare un po' di foto con il parentado... intanto ho richiamato il pulman.
Poi io e Silvia siamo saliti sul Pajero e ce ne siamo andati ad aspettare al punto di ritrovo, da dove saremmo partiti per il ristorante.
- Il pranzo
Per il pranzo abbiamo scelto un ristorante un po' fuori Milano, l'Oca Dipinta, che è anche un disco pub.
La scelta è stata pilotata dagli effettivi vantaggi che questo posto offriva: un grande giardino, in cui fare sia gli antipasti che il dolce, una bella sala, la possibilità di restare fino a quando avessimo voluto (eventualmente anche la sera alla discoteca, con 50 consumazioni gratuite per eventuali ospiti che fossero rimasti. Inoltre era uno dei più economici che abbiamo trovato (circa 68 euro a persona).
Quando siamo arrivati era già tutto pronto, di fuori, per il bouffet... ma quanta roba! un'enormità, tanto che, quando avevamo finito di mangiare gli antipasti (io ho spiluccato solo un paio di cosette perchè avevo ancora lo stomaco un po' chiuso per l'emozione), alcuni c'hanno chiesto increduli: "Ma si mangia ancora? Io pensavo si passasse al dolce!".
Naturalmente non ci siamo salvati dal brindisi incrociato, per inaugurare la pappatoia... poi, a forza di brindare con questo o quel parente o amico, ero già mezzo ciucco ancora prima di sedermi a tavola :P
Comunque è stato tutto buonissimo, a partire dai primi (risotto con i gamberetti, che aveva anche della menta fresca tagliuzzata sopra, e dei ravioloni di magro con pomodoro pachino) ai secondi, che noi abbiamo scelto essere una grigliata mista di pesce e carne, servita in vassoioni e separati, il pesce dalla carne, da ananas grigliato.
Devo anche dire che, arrivati al secondo primo, la tensione cominciava a scemare, lasciandosi indietro, oltre la fame, un sonno micidiale!
Poi c'era un semifreddo all'arancio per pulire un po', quindi di nuovo tutti fuori per il dolce.
Nel frattempo che i ragazzi dello staff preparavano la torta e i bicchieri di spumante, io e Silvia ci siamo dati lei al lancio del bouquet e io al lancio della giarrettiera, dopo aver quasi dovuto abbattere la novella consorte per sfilargliela :D Per altro ho dovuto rifare il lancio perchè m'è venuto corto (come è noto vanno afferrati al volo, sia la giarrettiera che il bouquet :)). Provate voi a lanciare una cosina che peserà si e no dieci grammi, tutta svolazzante!
Poi siamo passati alla torta (io ne ho assaggiato solo un pezzetto, visto che al secondo primo ero già satollo), che era buonissima! Ah, i pupetti sulla torta li ha fatti Silvia con il Cernit, li potete vedere sul suo blog!
- Il maleficio del taxi mannaro
Io speravo di essermi liberato del radiotaxi di Milano, e invece no! Infatti L., una mia amica di Varese, doveva prendere il treno alle 18 per andare dal suo moroso a Verona (questa gente che inizia le storie a distanza, proprio non la capisco :P:P:P), e pensavo di poterla far accompagnare da qualcuno dei parenti fino a S. Donato. Non avevo considerato (o meglio, ero ottimista riguardo) la durata del pranzo!! Infatti, anche a causa del ritardo in comune, siamo arrivati alle 17 che nemmeno eravamo al dolce!
Così le ho detto che le avrei chiamato un taxi: eccomi là, con il fido cellulare, a chiamare il radiotaxi. Mi risponde una (per fortuna non quella della sera prima!), le spiego che ho bisogno di un taxi, che mi trovo in questo tal punto (e anche spiegare dove eravamo, che il ristorante non ha un numero civico, ma solo una stradina al chilometro 17 verso Crema...). Lei mi mette in attesa! Odio essere messo in attesa, soprattutto se la musichina fa schifo! Dopo almeno 10 minuti (in cui cominciavo a disperare), ecco che mi riapre la linea e mi dice che il taxi arriva in venti minuti. Ok, eravamo un po' fuori mano, ma 30 minuti per far arrivare un taxi da Milano, ovvero a 20 chilometri da dove eravamo? Cavolo... vabbè, o così, o ciccia, mi dico. Lo dico a L., che si mette il cuore in pace e si mette ad aspettare. Quando, dopo pochi minuti, mi richiama il servizio taxi, dicendomi che il tassista aveva chiesto una sostituzione (fetente) e che quindi mi doveva cercare un'altra auto. Ma non poteva cercarmela senza chiamarmi? Mah... comunque anche qui attesa inenarrabile, fino a che non ha trovato un'altra macchina. Finalmente! Così, 20 minuti dopo, il taxi era lì e L. è partita per quel di Verona (ha dovuto però prendere il treno delle 20...)
- Scherzi etilici
Dopo la torta, la gente, soprattutto i più anzianotti, ha cominciato ad andare verso casa. E' stato allora che io e la consorte siamo stati rapiti dal gruppo dei suoi ex compagni di università ad Ancona, che c'hanno fatto fare un gioco al massacro: hanno preparato un rotolo di scottex tutto scritto in rima, che Silvia doveva srotolare e io leggere. Ad ogni errore dovevamo bere un bicchiere di spumante! Inutile dire che già alla seconda riga ho sbagliato a leggere, poi Silvia non ha srotolato in tempo, poi altri due errori... insomma, ci sono toccati quattro bicchieri di spumante a testa... dopo sì che la testa continuava! Yuppieeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!
Dopo questa avventura, ci siamo sbracati sui divanetti del ristorante, che lo staff stava pian pianino trasformando in discoteca, facendo sparire i tavoli dal giardino e mettendo, appunto, qualche sedia e qualche divanetto... eravamo super stanchi! Davvero, non pensavo fosse così stancante fare lo sposo, contavo che fosse la sposa la più richiesta, invece anche a me è toccata la mia sana dose di parenti e amici con cui chiacchierare!
Dopo qualche decina di minuti, insomma, anche gli ultimi hanno deciso di defilarsi, così noi siamo andati verso la macchina, che avevano, naturalmente, ben pensato di riempire di palloncini e mummificare con la carta igienica! Così, con gli ultimissimi superstiti (noi, la testimone di Silvia e i suoi) abbiamo spacchettato la macchina e finalmente abbiamo puntato verso casa, stanchi ma veramente soddisfatti della giornata!
- La prima notte
L'ho detto che avevamo riso ovunque? Nei capelli, nelle scarpe, nei vestiti, perfino nelle mutande!
Arrivati a casa abbiamo portato su un po' di cose dalla macchina (abbiamo lasciato i regali pesanti e altre cosette) e siamo saliti in casa. Naturalmente ho fatto attraversare a Silvia la soglia di casa in braccio! Poi, dopo aver raccolto la pupù del gatto (che romantico inizio della nostra prima sera da sposati :P) ci siamo andati a svestire in terrazzo... riso ovunque!
Silvia però era sexxxxxy con quel reggiseno e le mutandine con reggicalze incorporato di raso nero... che se ci ripenso!...
Una volta spogliati ci siamo infilati a letto, abbiamo fatto l'amore (ebbene sì, abbiamo avuto la forza di fare anche quello, alla facciaccia di chi ci diceva che la prima notte si è talmente stanchi che non ci si riesce) e poi ci siamo addormentati... o meglio, io sono crollato (dopo 44 ore da sveglio, mi sono sentito in diritto di svenire sul cuscino), Silvia, invece, ha passato sveglia buona parte della notte, troppo stanca anche per prendere sonno (del resto lei ha dormito saporitamente la notte prima... uno a uno, cuscino al centro :))
- The (svacched) day after
Il giorno dopo, essendo sabato (Dio sia ringraziato per quelli che avevano occupato tutti gli orari per i matrimoni in comune, quel sabato), l'abbiamo passato svaccati sul divano, a stordirci di film e coccole. L'unico onere è stato andare giù in macchina a recuperare i regali che c'avevano fatto il giorno prima (un servizio completo in ceramica raku e sei set per il sushi, stupendi) e le ultime carabattole (tipo la giacca del mio vestito).
Per il resto non abbiamo fatto colazione, non abbiamo fatto pranzo, a metà pomeriggio abbiamo sgranocchiato qualche patatina (in divano) e bevuto un po' di coca... insomma, svacco totale fino a sera, quando ci siamo fatti una matriciana (la prima con la nuova cucina, la prima da sposati :)) e poi, dopo un ultimo filmettimo, siamo andati a nanna. Questa volta siamo crollati immediatamente tutti e due!