Schizzi Mentali Improvvisi

Un cervello alle prese con il vuoto spinto che lo pervade

Luce argentata

clock marzo 26, 2009 08.47 by author LoneHawk

Non ho mai parlato di SilverLight, la nuova tecnologia Microsoft per gestire applicazioni RIA, sia perchè non ho materialmente il tempo di studiarmelo, sia perchè blogger più famosi e ben più "sul pezzo" di me ne hanno già parlato a lungo.

Ma questo video, oltre il fatto che YouTube abbia deciso di usare SilverLight per lo streaming di eventi Live, la dice lunga sulla potenza di questo prodotto!

Eppoi il video è divertente :)



Carta Regionale dei Servizi: fare (quasi) tutto da casa

clock novembre 18, 2008 20.12 by author LoneHawk

Da qualche settimana è disponibile, nelle edicole della Lombardia, un "pippolino" USB per leggere la Carta Regionale dei Servizi, ovvero quel tocco di plastica fino ad oggi inutile (o quasi), almeno all'occhio del normale cittadino, che da qualche anno ha sostituito sia il codice fiscale che il libretto sanitario.

Stasera ho finalmente acquistato il suddetto pippolino, visibile anche nell'home page del sito della CRS. La spesa è stata veramente irrisoria, 7,50 Euro. Considerato che normalmente questi apparecchi costano almeno una ventina di euro, direi che è un bel risparmio.

L'installazione è veramente a prova di utOntO, a parte per il fastidioso video di presentazione che parte con l'autorun del CD di installazione.

Alcune delle operazioni possibili con la CRS da casa sono veramente interessanti. Ad esempio:

- Cambio di residenza / domicilio;
- Calcolo, variazione, pagamento dell'ICI (vabbè, quelli che ancora la devono pagare, ovviamente);
- Certificati di stato di famiglia, nascita, stato civile;
- Iscrizione agli asilo nido e ai servizi scolastici;
- Corsi di formazione online;
- Ricerca concorsi pubblici;
- Servizi per il lavoro;
- Consultazione del proprio Fascicolo Sanitario Elettronico (contiene prescrizioni, prestazioni, referti...);
- Scelta e revoca del medico di famiglia;
- Prenotazione di visite specialistiche;

e varie altre cosette per privati ed imprese. Insomma, una cosina da provare sicuramente.

Peccato che per accedere a tutto questo serve il PIN della carta (ma come, la carta non basta?).
E questo PIN come ce lo si procura? Si potrà andare sul sito http://www.crs.lombardia.it e richiederlo facilmente con qualche click, direte voi. E invece no!
Bisogna andare alla ASL (con le code relative) con la CRS e un documento di identità valido e compilare un modulo (cartaceo) per la richiesta del PIN, che non ho capito se venga generato e consegnato al momento o, più probabilmente, conoscendo la nostra PA, inviato via posta (sperando che non si perda nei meandri del nostro "efficientissimo" servizio postale).

Insomma, l'ennesima "roba" all'Italiana, fatta che potrebbe essere anche una buona idea, ma con un concetto preistorico dell'interazione e dei servizi online.

Ah, già che ci siamo... io sul portatile ho un lettore di impronte digitali, quand'è che l'Italia si sveglierà e inizierà ad utilizzare un po' di biometria, per l'autenticazione?



John Williams is the Man

clock novembre 5, 2008 10.40 by author LoneHawk
Semplicemente geniale


Blog nuovo, vita nuova

clock ottobre 28, 2008 23.37 by author LoneHawk

Ed eccoci qui, nuovo blog, nuova piattaforma (BlogEngine.Net), nuovo dominio...

Mi sono finalmente deciso ad abbandonare anche io Splinder, viste le limitazioni che si avevano.

Con questa nuova piattaforma molte delle cose che su Splinder non ci sono, o ci sono solo in modo limitato o a pagamento, sono possibili del tutto gratuitamente. Inoltre, essendo il motore sviluppato in ASP.NET, ed essendo possibile creare delle estensioni personalizzate, tutto quello che manca lo posso creare da me! :D

E speriamo che questa novità mi faccia venire voglia anche di aggiornare un po' più spesso ^__^

Per il momento un benvenuto a tutti!



Risposta per Andrea Boschin

clock febbraio 27, 2008 13.44 by author LoneHawk

Questo post è in risposta all'interessante (e, almeno in teoria, più che giusto) post di Andrea Boschin* su come andrebbe trattato un progetto per un software.

Nota: Se non siete del ramo (programmatori, analisti, dba, ...) è possibile (beh, diciamocelo, quasi certo) che non capiate un ciufolo ne del post di Andrea, ne della mia risposta. Ma se riuscite a leggere tra le righe, vi renderete conto che quanto dice Andrea vale anche per ambienti ben diversi dalla sola informatica.

(*): Andrea Boschin, oltre che mio conterraneo (anche lui veneto), è uno di quelli che considero GURU dell'informatica, non solo per le sue conoscenze, ma per il suo approccio sempre curioso e preciso alla materia.

 

Andrea ha ragionissima. Lo premetto perchè, magari, vedendo che rispondo ad un suo post con un mio post alcuni potrebbero pensare che mi sia montato la testa e che voglia confutare le sue teorie.
Niente di più falso, per due motivi.

Primo: Andrea ne sa a pacchi più di me, e se solo provassi a confutarlo farei una figura veramente magra;

Secondo: le teorie che espone non sono sue :D. Mi spiego. Quello che Andrea sostiene sono concetti che mi sono stati insegnati i primi giorni di tutti i corsi di informatica che ho seguito, a cominciare dalle lezioni del prof. Giunta, alle superiori, e che si possono riassumere nei quattro punti che presenta:

  1. Analizzare il problema prima di risolverlo;
  2. Meglio un software semplice ma robusto che un software pieno tanto di funzionalità quanto di bug;
  3. Iniziare il lavoro pensando nel miglior modo possibile (e, aggiungo io, escludendo momentaneamente il fattore tempo);
  4. Non reinventare la ruota: riutilizzare il software già scritto, o soluzioni già presenti;

Questi quattro punti dovrebbero (almeno in teoria) far parte del bagaglio culturare di chiunque lavori nell'informatica (e come ho detto, di chiunque abbia un compito da assolvere, visto che si possono portare anche in situazioni che esulano dall'informatica). E vi dirò di più: per un analista, un programmatore, un dba, questi dovrebbero essere concetti talmente radicati che non ci dovrebbe essere bisogno di sottolinearli.

Detto questo, vi sarete accorti che nel paragrafo precedente ho usato parecchi condizionali.
Questi condizionali sono dettati da quelle che sono poi le situazioni reali che si verificano a chi, in Italia, lavora nel campo dell'informatica.
Infatti, normalmente, non si riesce, a meno di sforzarsi veramente tanto, ad applicare tutti i punti sollevati da Andrea. In alcuni casi limite, non ne viene applicato nessuno.

Intanto, di norma, il cliente vuole il risultato prima di ieri. Non è disposto ad attendere che il commerciale o l'analista (con la collaborazione degli sviluppatori) mettano giù un piano di lavoro di massima e facciano una stima del tempo necessario ad implementare una certa soluzione. No, il cliente pretende di essere lui ad imporre i tempi di lavoro, e le date di consegna.
In parole povere, il cliente non si rende conto di fare parte attiva del ciclo di vita del software, ma si comporta nel classico modo: ho un problema, voglio una soluzione funzionante entro X giorni.
In questo caso, se si riesce ad applicare il punto 4, ovvero a trovare qualcosa di adatto o adattabile alle esigenze del cliente, bene. Se invece bisogna sviluppare la soluzione da zero, allora sono cavoli acidi.

In secondo luogo, anche se il cliente lascia il tempo necessario ad una corretta analisi del problema, in molte realtà italiane, anche piuttosto grosse, ci sono anelli della catena di produzione del software che sono decisamente deboli.
Qui serve un esempio. Come alcuni di voi sanno, io lavoro come consulente presso uno dei maggiori operatori di telefonia mobile italiani (l'azienda è una multinazionale). La logica vorrebbe che, in questo genere di ambiente, i processi produttivi siano il più efficienti possibile. Beata innocenza.

In primis il cliente (che per noi è un'entità interna, ma è equivalente, visto che sono quelli che definiscono i requisiti) non sempre sa chiaramente quello che vuole. Questo si traduce nel fatto che i requisiti cambiano continuamente. Se la data di scadenza si spostasse di conseguenza, poco male, ma purtroppo la data di scadenza viene decisa dal marketing, e stampata sui cartelloni che vedete per strada ben prima che i requisiti arrivino all'Analisi Funzionale.
Per fare un parallelo, è come avere un mutuo a tasso variabile con scadenza fissa il cui tasso continua a crescere. Prova te a spiegare in banca che non hai i soldi per pagare!

In secondo luogo, essendo i requisiti così fumosi, quella che chiamiamo Spefica Funzionale ritarda sempre a raggiungere gli Analisti Architetturali, che quindi ritardano il rilascio della relativa Specifica Architetturale agli Sviluppatori.
Inoltre, ma questo penso (spero) sia solo un problema specifico del nostro gruppo, gli Analisti (Funzionali e Architetturali) sono molto confusi su quella che è l'architettura dei sistemi sulla quale lavoriamo.
Ad esempio, ieri un Analista Architetturale mi è venuto a dire, candido, che lui non sapeva che tra FrontEnd e BackEnd la comunicazione avviene via WebService, ammettendo che lui di come funziona un webservice non sa nulla. Questo lo reputo gravissimo!
Come fai a far fare la Specifica Architetturale ad uno che non sa come è fatta l'architettura dei sistemi!
Non può essere che gli Analisti pensano ad illustrare il BackEnd e il FrontEnd e poi per far comunicare queste due entità qualche santo provvederà!
E infatti in specifica non c'era tutta una serie di impatti sui WebService, che portano via mezza giornata di lavoro!

Poi il riutilizzo di quanto già sviluppato viene lasciato allo sviluppatore: gli Analisti non hanno nessuna idea di quale e quanto software ci sia da riutilizzare per i vari task. Esempio: devo inserire in una maschera uno UserControl che permetta l'inserimento di un numero di telefono e un indirizzo. Lo UserControl viene validato tramite un servizio di BackEnd. Dentro questo servizio viene effettuata la validazione del numero di telefono e dell'indirizzo.
Peccato che per un altro progetto era già stato sviluppato un controllo che permetteva l'inserimento e la validazione di un indirizzo (tramite chiamata a BackEnd). Ma vuoi riutilizzare quello che è già fatto? Ma sono due chiamate a BackEnd. Vero, ma intanto la seconda la chiami solo se passa la prima, poi vuoi mettere dover riscrivere (e ritestare) tutto il codice? Per fortuna l'ho avuta vinta!

Certo, non vuol dire che bisogna arrendersi, noi sviluppatori, ed infatti il progetto attuale l'ho impostato il meglio che ho potuto (in modo che anche i collaboratori potessero essere facilitati nello sviluppo delle loro parti). Ma un aiutino anche dai processi che ci precedono non sarebbe certo male.

Insomma, quello che scrive Andrea è sacrosanto, ma non così facilmente applicabile come sembra, per un'infinità di motivi, primo tra tutti l'incompetenza di chi mettono a prendere le decisioni. In un'Italia sempre più allo sbando, la realtà dell'informatica italiana segue quello che è il trend nazionale: le decisioni le prende chi meno ne sa, senza interpellare chi magari fa il lavoro di manovalanza (o quasi) e ne sa qualcosa di più, e guardandosi bene dall'impegnarsi a capire il funzionamento effettivo delle cose.



La scienza è una cosa seria!

clock febbraio 25, 2008 09.53 by author LoneHawk

Da Macchianera apprendo di un dibattito via lettera tra Gabriella Carlucci e Sheldon Lee Glashow, premio Nobel per la Fisica.

Già solo il fatto di vedere affiancati questi due nomi, basta e avanza a farmi spalancare gli occhi. Cosa diavolo centra la Carlucci con un premio Nobel qualsiasi?

La storia è facilmente riassumibile. Tutto parte dalla nomina del prof. Luciano Maiani a direttore del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).

Gabriella Carlucci scrive una lettera a Prodi, al ministro Mussi e al sottosegretario Modica nella quale, fondamentalmente, accusa Maiani di non essere degno dell'incarico, in quanto, secondo lei, il prof. Maiani farebbe addirittura confusione su teorie che lui stesso ha contribuito a pubblicare.
Nella lettera fa riferimento anche al fisico Glashow, con cui Maiani lavorò nei primi anni '70, dicendo che lo stesso Glashow "si oppose a che Maiani ottenesse un posto di ruolo al CERN poiché manifestamente non aveva capito una teoria di cui era autore". Parte poi un panegirico sull'"eroismo" di Letizia Moratti, allora Ministro della Ricerca, che avrebbe "salvato" Maiani e l'Italia dal pubblico ludibrio dovuto alla gestione, secondo le fonti della Carlucci, devastante negli anni in cui Maiani è stato Presidente dell’INFN e Direttore del CERN.

Ora, poichè i fisici non sono i primi deficienti sul pianeta, e non si fanno coglionare molto facilmente da una laureata in lingue e letterature straniere, il prof. Glashow (che lo ricordo, ha vinto un premiuccio da niente che si chiama Nobel) risponde con fervore alla lettera della Carlucci, fondamentalmente smentendo le dichiarazioni che la Carlucci gli aveva attribuito:

"It falsely claims that I have questioned the scientific competence of Prof. Luciano Maiani, the recently elected President of the CNR, and had opposed his appointment at CERN.[...]
The remarks that S.ra. Carlucci attributes to me are wholly untrue and malicious.[...]
The more general arguments in S.ra. Carlucci’s letter are equally false, slanderous and malicious."

"Sostiene falsamente che io abbia espresso dubbi sulla competenza scientifica del prof. Luciano Maiani, recentemente eletto presidente del CNR, e che mi sia opposto al suo impiego al CERN.[...]
Le note che la signora Carlucci mi attribuisce sono totalmente false e malevole.[...]
Gli altri argomenti più generici nella lettera della signora Carlucci sono ugualmente falsi, calunniosi e malevoli."

Insomma, da alla Carlucci una bella "pettinata", come diciamo noi in Veneto.

Ma ora viene il bello. La Carlucci, non paga della figura da povera ignorante già procuratasi, rincara la dose, con una seconda lettera. E la titola "IL PREMIO NOBEL GLASHOW SCRIVE A PRODI PER DIFENDERE MAIANI". E cavolo, già lo scrivi nella tua lettera, fatti venire un dubbio, no? No.
In questa seconda lettera, la Carlucci prima accusa Glashow di averla offesa (certo, perchè prima lei lo tira in causa, poi quando lui - che si suppone esserci stato, quando ha vinto il premio Nobel - le da della bugiarda, è lei che si offende!), poi gli chiede, senza mezzi termini, come mai, se Maiani è così bravo, non ha mai vinto il premio Nobel.

Glashow, che ormai ha capito che tipo di persona bisogna essere per essere deputati di FI, risponde anche lui senza mezzi termini. Riporto per intero la lettera, tradotta, perchè è un esempio di cosa vuol dire essere intelligenti:

Cara Signora Carlucci,

Nonostante il suo primo commento e qualunque siano le sue fonti , il fatto è che io non ho mai dubitato della statura del prof. Maiani come ricercatore superbo e di successo.
Sono indignato giacche' lei ha macchiato la mia reputazione con accuse false ed invidiose.
E' vero che parecchi ricercatori Italiani (incluso Maiani) sono meritevoli del Premio Nobel, ma ci sono molti più candidati che premi.

Ricordo che famosi fisici luminari mondiali come Edward Witten, Stephen Hawking, Yoichiro Nambu, e molti altri ancora, non hanno vinto il Premio Nobel.

Che questi fisici italiani abbiano vinto o meno il Premio Nobel o che la loro ricerca sia ben finanziata o meno, indipendentemente da questo, Essi hanno dato contributi eccezionali alla Fisica, almeno alla pari di quelli di qualunque altro paese europeo.

L'Italia dovrebbe essere orgogliosa dell'eroismo di tanti suoi scienziati, invece di calunniarli.

Sinceramente

Sheldon Lee Glashow

Come dire, prendi e porta a casa, zitta e mucci, gnè gnè gnè.

Il grosso problema è che ancora una volta l'Italia ha dimostrato come nel nostro paese si dia più rilevanza ad una che parla a vanvera che a chi veramente dovrebbe fare la differenza nel nostro paese!!!



Io c'ho provato

clock febbraio 16, 2008 01.05 by author LoneHawk

Mi sono messo di impegno. Ad impararmi la nuova interfaccia, a capire dove avevano spostato le cose. E devo dire che, alla fin fine, questo Windows Vista mi piaceva pure. L'interfaccia era carina, e, anche se non tutto era immediato, alla fin fine si lascia usare abbastanza bene.

Ma mi sono dovuto scontrare contro un muro. Il muro della decisione filosofico-marketingara di Microsoft, che ha deciso che con Windows Vista non supporta più Visual Studio 2003 e di conseguenza il framework .Net 1.1.

Il problema è che ancora molte realtà sono 1.1, una su tutti, quella dove lavoro io. E quindi mi vedo costretto a tornare al vecchio XP, che non ha le nuove figate di Windows Vista, ma su cui posso contare per sviluppare senza che mi esploda l'ambiente ogni volta che provo ad aprire un progetto.

Peccato, perchè comunque la licenza di Windows Vista l'ho pagata e non la posso utilizzare.

Ho vagliato diverse ipotesi, come per esempio installare una macchina virtuale sulla quale far girare quello che non gira su Vista, ma vorrebbe dire manutenere, in pratica, due computer.

Lo stesso dicasi per l'ipotesi di installare un dual boot, uno da usare in ufficio e uno da usare a casa.

Niente, devo per forza tornare a Windows XP.

C'è di positivo che, con la dotazione hardware di questo portatile, XP dovrebbe volare!


RETTIFICA: Pare che, complice una notte insonne, sia finalmente riuscito a far girare i WebServices 1.1 (in pratica se si converte una cartella in applicazione in IIS7, questa non eredita la gestione dei moduli ISAPI e dei filtri ISAPI, che bisogna impostare a mano).

Quindi Windows Vista permane ancora, evitandomi la reinstallazione di tutto l'ambiente di sviluppo :D:D:D



Portatile nuovo

clock gennaio 26, 2008 22.57 by author LoneHawk

Alla fine non ce l'ho fatta, ho ceduto alla tentazione e ho preso il nuovo portatile.

Non il Dell Vostro 1500, però, anche se effettivamente era un bel sistemino, bensì questo gioiellino:

E' un HP Pavilion DV6699EL, che ha più o meno le stesse caratteristiche del Vostro, ma costa un pelo meno e ha un design veramente eccellente!

Come potete vedere dall'immagine (nella versione ingrandita, magari) sto già provvedendo ad installare le cose che servono per lavorarci... ci vorrà un pochino, ma confido di riuscirci in qualche giorno.

Intanto ne approfitto per prendere la mano con il nuovo sistema operativo Windows Vista, che, a prima Vista, non mi pare niente male!



Ragion Ragion, Scervell Scervell

clock gennaio 23, 2008 16.53 by author LoneHawk

Sto pensando di comprare un portatile nuovo e di dare indietro quello che il cliente mi ha affidato quando ero ancora un pischello Co.Co.Pro.

Il candidato, per ora, è lui, che se acquistato sul sito entro il 29 Gennaio da qualche offerta interessante, e che pare aver accontentato il buon Andrea Boschin.

Il problema è che manca meno di una settimana al 29 e io a fare acquisti sono un precisino scassapalle non da poco. Per intenderci, mi servono almento tre mesi a trovare il paio di jeans perfetto, prima di acquistarlo.

Sabato, quindi, spedizione punitiva a vedere dal vivo un po' di portatilame, tanto per farmi un'idea di quello che non si capisce mai dalle foto (tipo tastiera ed effetto estetico) e per vedere qualche alternativa papabile.

E mal che vada, sarà... Vostro :P



Italia.it è morto, viva Italia.it!

clock gennaio 22, 2008 09.42 by author LoneHawk

Il mega portalone per il turismo italiano ha ufficialmente tirato le quoia, nel silenzio generale. I milioni di euro (tanti) pagati (dagli italiani) per metterlo in piedi non si sa che fine abbiano fatto.

Rutelli dice oggi che ne faranno uno migliore. Non si sa con che soldi. Che poi mi sa che ultimamente hanno gatte più grosse e incazzate, da pelare...



SkyLife, una truffa per la vita

clock gennaio 18, 2008 10.08 by author LoneHawk

Al di là delle considerazioni filosofiche sul consumismo di Gianluca Neri, la notizia (riportata da vari blogger: qui, qui, qui e qui ad esempio) che Sky abbia fatto il passo più lungo della gamba sta smuovendo molta parte della blogsfera.

In sintesi: da Gennaio (ma a me risulta da Settembre, secondo le mie fatture) la guida di Sky, quella che viene inviata a casa, costa 90 centesimi in più sul costo dell'abbonamento. Il fatto è che Sky questa cosa non la comunicata ai clienti, o meglio, l'ha comunicata con una lettera allegata alla nuova guida (che a me non è ancora arrivata, ndL), confidando nell'ormai abusato sistema di silenzio assenso. Peccato che il Silenzio-Assenso vale solo per la pubblica amministrazione, e non per le imprese private (sebbene molti contratti di fornitura di servizi portino la dicitura che "il fornitore ha il diritto di modificare in qualsiasi momento le caratteristiche tecniche ed economiche dell'offerta previa comunicazione all'utente che potrà - dal caso, ndL - disdire secondo le modalità riportate sul presente contratto"). Noto, per altro, sul sito di Sky, che la guida da Marzo costerà 1 euro e 10 centesimi, con un aumento di più del 20% in meno di 3 mesi. Non male, quasi come Trenitalia.

Inoltre Sky approfitta del fatto che la quasi totalità dei clienti paga l'abbonamento con l'addebito su carta di credito o con la domiciliazione bancaria, quindi le viene ancora più facile. Del resto la maggior parte degli utenti Sky l'ha preso per il calcio, e sono troppo impegnati a rincoglionirsi guardando 22 rincoglioniti che corrono dietro ad un pallone per verificare la fattura di mese in mese (che ho appena scoperto la mia essere addirittura impostata su NESSUN INVIO e tenuta sui server di Sky).

Ultimo, ma non ultimo, mi dice un collega, SkyLife, con le modifiche apportate, diventa una vera e propria pubblicazione editoriale, e quindi gode degli infami contributi statali per i giornali (quelli che, per intenderci, prendono perle come Grazia, La Padania e Libero...). Il che vuol dire che l'utente Sky paga la guida in pratica due volte.
NOTA POSTUMA: La rivista SkyLife non gode più dei contributi editoriali dopo la Finanziaria 2008

Cosa fare?

Andare sul sito Sky, fare login (se non si è ancora registrati occorre farlo), cliccare su AREA CLIENTI, quindi su IL TUO ABBONAMENTO. Dal menù a sinistra scegliere MAGAZINE, selezionare NO e cliccare CONTINUA (insomma, seguite le istruzioni per disdire).
Poi già che ci siete, tornate alla HOME FAI DA TE (a sinistra) e verificate le MODALITA' DI INVIO FATTURA. Impostatele su INVIO VIA MAIL per due motivi:

- Avere la fattura a disposizione offline è sempre utile
- Farsi mandare la fattura via posta, oltre al costo che potrebbe esservi addebitato (anche se non si dovrebbe fare, che non è cortesia far pagare al cliente anche l'invio della fattura) è un peso per il già delicato equilibrio ambientale del pianeta, quindi meglio l'invio via mail, che può essere stampata solo se necessaria veramente.

ADDENDUM:

Alternativa intelligente alla rivista: www.satellite.it o la guida di SKY accessibile dal decoder



Codificando

clock dicembre 17, 2007 14.41 by author LoneHawk

Ma cavolo, se vuoi mettere una compilation su Internet, perchè non la fai in MP3? Perchè vai a pescare i peggio imboscati codec di programmatori dell'ex unione sovietica?

Tutti, e dico tutti, hanno un lettore MP3. Leggi le mie labbra: emme-pi-tre. Che cacchio di codec è lo UAC, quello di nonna papera?



Imparare a programmare

clock dicembre 17, 2007 12.49 by author LoneHawk

Venerdì sera siamo stati alla cena annuale a base di panzerotti della nonna paterna di Orka.

A questa cena partecipa tutta la famiglia, inclusi il cugino S. (quello che Orka definisce il "suo cugino quello figo").

S. ha fatto l'ITIS, come me, con specializzazione informatica, come me. Adesso ha scelto, come facoltà, una in cui si fa della programmazione (non è Informatica, ma non mi ricordo esattamente).
Ovviamente, essendo io PikkoloProkrammatoreYah, mi ha preso come riferimento per tutti i problemi inerenti. Così, durante la cena (beh, più dopo, visto che durante eravamo impegnati a sbranare più panzerotti possibili) mi ha chiesto delucidazioni su alcuni concetti di programmazione.

Ora, vedendomi chiedere da uno, che ha comunque fatto l'ITIS con specializzazione Informatica e che ha quasi finito il primo semestre di università, chiarimenti sugli array, m'ha fatto un po' ragionare sul come si sia malamente evoluto l'insegnamento dell'informatica.

Adesso insegnare l'informatica corrisponde più o meno ad insegnare un linguaggio di programmazione. Ma soprattutto, chi vuole imparare a programmare pensa che basti imparare un linguaggio.

Non è così.

Quando ho fatto l'ITIS io, il mio professore di Informatica (una disciplina che includeva la programmazione, ma non solo) ci spiegava per filo e per segno cosa succedeva dentro al computer in corrispondenza di un certo comando. Ce lo spiegava con tanto di disegni, freccette, ecc... in modo che capissimo che, ad esempio, se dichiaravamo una variabile, il computer creava una specie di "cassetto" in memoria in cui riporre il valore di quella variabile.

Quando ho chiesto a S. se i suoi insegnanti facessero così mi ha risposto che no, a lui nessuno ha mai fatto schemi di questo tipo, e che anzi, difficilmente venivano spiegate queste cose.

Sono rimasto basito. Ok che i professori non sono tutti uguali (accettabile), che possono spiegare le cose in modo diverso (accettabile con riserva) ma che uno esca dall'ITIS senza avere ben chiaro in testa un array, a me pare fantascienza. Apocalittica.

Non parliamo di quando gli ho chiesto di classi e strutture dati aggregate. Apriti cielo.

Ho poi scoperto che, sia all'ITIS che all'università, il linguaggio di riferimento per insegnare la programmazione è il Java.

Qui ho un po' storto il naso. Nonostante in molti, infatti, sostengano che java è un buon linguaggio per imparare a programmare, non mi trovano d'accordo. Come non consiglierei un linguaggio come C#.

Il fatto è che in Java, come C#, tutto è una classe, quindi si anticipa l'uso delle classi per risolvere problemi semplici a chi non ha mai visto una classe, ne tanto meno strutture dati più semplici. Ovvio che quando gli si presentano le classi lo studente faccia un po' di confusione, non riuscendo a capire la finalità di queste strutture dati, non avendo paradigmi di programmazione diversi con cui confrontarsi.

Con queste premesse, è ovvio che lo studente non riesca a capire le strutture dati di base (come gli array), e che abbia difficoltà a capire le finalità di quelle più complesse, come le classi.

Il fatto è che, poichè in breve tempo l'informatica si è evoluta in un mondo vastissimo, non basta il tempo materiale ad insegnarne i concetti basilari (informatica teorica) e a fare in modo che questi si radichino negli studenti. Il goal che si prefiggono i corsi tecnici dell'ITIS non è più formare tecnici qualificati in Informatica, ma scimmie che conoscano un linguaggio da utilizzare per scrivere programmi che altri pensano per loro.

Lo stesso dicasi per i corsi di studio universitari in cui la programmazione è solo vista come un accessorio del piano studi, in cui l'importante è che lo studente superi l'esame di programmazione dimostrando di avere imparato la sintassi, piuttosto che di saper progettare un software dall'inizio alla fine.

E' stato comico quando ci siamo confrontati, S. e io, sui rispettivi insegnamenti dell'Assembly: quando mi ha chiesto cosa facessi io con l'Assembly, con il tono di sufficienza di chi reputa una cosa inutile, gli ho spiegato che noi si montava le schede elettroniche ad Elettronica, poi si attaccavano al computer e si pilotavano con programmi ibridi C/Assembly. C'è rimasto di sale, pensando di avere a che fare con uno della Nasa. Ma sono cose che, quando studiavo io, insegnavano a tutti (poi io ho lasciato perdere l'elettronica perchè non mi interessava per nulla).

Ne sono uscito un po' preoccupato, perchè se è questo il futuro che intendiamo dare all'Informatica in Italia, siamo ben lontani dal poter essere minimamente competitivi, in futuro.



Confutazione di petto

clock dicembre 14, 2007 12.36 by author LoneHawk
Questo esperimento di Brainiac, per confutare la teoria che guardare per 30 minuti il seno di una donna sia equivalente a fare esercizio fisico per 30 minuti, è veramente eccezionale! Beato il fratello B!


Ecco come lavora l'informatica italiana

clock dicembre 11, 2007 16.31 by author LoneHawk

Esistono 10 programmi che utilizzano un unico componente per fare una certa cosa.

Due di questi programmi, a causa di codice vecchio, hanno un problema nell'usare il componente centralizzato.

La soluzione a questo problema sarebbe modificare i due programmi sostituendo, alla chiamata ad una funzione del componente centralizzato, la chiamata ad un'altra funzione, che fa più o meno la stessa cosa, ma permette di risolvere il problema.

Questa è la soluzione che io ho proposto come sviluppatore.

La soluzione dell'analista, invece, è che il componente centralizzato esponga i dati che gli servono per svolgere una parte (consistente) dei suoi compiti. Questi dati verranno usati dai 10 programmi per svolgere quella parte di compiti al posto del componente centralizzato.

In questo modo, invece che modificare due software, se ne modificano undici (i 10 programmi più il componente centralizzato) e bisogna ritestare tutto quanto.

Bella soluzione, complimenti.



And the Oscar goes to...

clock dicembre 3, 2007 15.58 by author LoneHawk

Alcuni mesi fa ho postato qualche video sulle spade laser trovato su YouTube.

Uno dei migliori era "Three in the afternoon", diretto da Travis Boles con gli effetti di Ryan Wieber (a sua volta protagonista di altri due video veramente fenomenali, insieme a Michael "Dorkman" Scott).

E' finalmente uscito il seguito del corto di Travis, "Six in the morning" (prima e seconda parte), con un'evoluzione della storia veramente spassosa. E, alla fine della seconda parte, la promessa, inevitabile, di un terzo film a completare la trilogia :D

Per tutti gli appassionati di effetti speciali e, naturalmente, di Guerre Stellari...



Stronzate tecnologiche

clock novembre 30, 2007 14.08 by author LoneHawk

A casa arriva sempre il catalogo D-Mail.

D-Mail è un negozio online (ma ha anche un paio di stores in giro per l'Italia) di tutto e di più, ovvero vende un po' di tutto, l'importante è che sia importato dall'estremo oriente e che abbia, per lo più, un'utilità discutibile.

Nell'ultimo catalogo ho trovato l'oggetto dei miei desideri:

 Il mini albero USB! Deve essere mio!

E' alto 30 cm scarsi, ma vuoi mettere l'effetto, nel grigiume dell'Open Space? Avrei la scrivania più invidiata di Dicembre :D:D:D

Così se Sabato siamo in condizioni di muoverci andiamo da D-Mail a prenderlo... e chissà che non trovi qualche ideuzza sfizio-economica per i regali di quest'anno :)

Per celebrare questo mia scoperta, inauguro ufficialmente la categoria "Stronzate tecnologiche", che riguarderà tutte le inutilities che ingegneri fantasiosi inventano per far girare l'economia indo-cinese.

E visto che è il primo post di questa categoria, due items al prezzo di uno. Ecco a voi:

 

Il lanciarazzi da ufficio! Infastidite anche voi i colleghi con questo gioiello della tecnologia: regolate angolazione, alzo e... fuoco!

Bellissimo! Consiglio la visione del video dimostrativo, per capire come funziona. Un investimento, alla faccia del fair play in ufficio! Utilissimo in caso di colleghi musoni, ma anche per far colpo sulle colleghe (potete allegare ai missili messaggi attaccati con lo scotch).

Al prossimo appuntamento!



Non fanno più i topi con le palle di una volta

clock novembre 15, 2007 11.29 by author LoneHawk

Ok, è ufficiale, ormai il mouse è come il ferro da stiro, ha una durata limitata nel tempo.

Ho appena detto addio al mio mini mouse della LogiTech (e sì che quelli sono tra i migliori)... Pazienza, vorrà dire che stasera passerò alla Expert a prenderne un'altro (costano intorno ai 15 euri). Non sia mai che non possa giocare a Deus Ex ;)



Hacking e sportività

clock novembre 14, 2007 10.28 by author LoneHawk

Come è possibile leggere in questo post dell'ammoremioh, esiste questo contest in cui si può iscrivere il proprio blog e venire votati dai propri amici.

Il funzionamento del contest è abbastanza semplice: pubblichi sul tuo blog il banner del contest con un codice simile a questo:

sostituendo alle XX l'id che viene assegnato dal contest al vostro blog.

Fatto questo, ogni volta che la pagina del vostro blog viene visitata, viene caricata l'immagine http://www.cerbero.eu/contest/img.php?id=XX. Come vedete, l'estensione PHP non è un'estensione di un file formato immagine, ma di uno script in linguaggio PHP (appunto) che registra la visita sul vostro sito, aumenta di uno il vostro punteggio, valuta la vostra posizione e reindirizza la richiesta ad una corrispondente immagine su un repository, ad esempio http://www.cerbero.eu/contest/images/2.gif se siete in seconda posizione (per le posizioni oltre la 3 non c'è immagine personalizzata, ma restituisce sempre http://www.cerbero.eu/contest/images/default.gif).

L'ammoremioh, accortasi della facilità con cui è possibile imbrogliare a questo contest, ha deciso di avvisarne la promotrice e di farsi cancellare (infatti i voti che aveva ottenuto in più non erano voti onesti). Un comportamento ineccepibile, direi, sia dal punto di vista sportivo che secondo la filosofia hacker (dove quel che si scopre non deve essere usato per il proprio profitto ma solo per migliorare le cose, ove possibile).

La promotrice del contest reagisce al post e all'avviso di Orka accusandola di scorrettezza in questo commento e di aver scritto inesattezze, quando è lei a scrivere inesattezze, visto che il voto a destra non aumenta solo cliccando sul bannerino ma anche solo quando il bannerino viene caricato nella pagina, come spiegato poco prima.

Peccato una tale mancanza di sportività hacker nella promotrice del contest (del resto, visto il suo blog, non si può certo pretendere chissà cosa), soprattutto quando c'è gente che continua a barare alla grande grande e a starsene ben zitta.

Segue spiegazione dell'hacking che se volete vi leggete, altrimenti potete fare a meno :)

L'hacking di questa cosa è piuttosto banale, basterebbe creare una pagina web (chiamiamola scriptmannaro.htm) con questo codice:

e aprire la pagina con il vostro browser preferito. In questo modo avreste un aggiornamento automatico della pagina ogni 5 secondi.

Ci sapete fare con la programmazione e vorreste di più di un misero voto ogni 5 secondi? Avete a disposizione una linea abbastanza veloce, tipo Fastweb o la rete aziendale? Allora qualche semplice linea di codice C# in un'applicazione per console vi risolve il problema:

In pratica fate girare 10 threads che non fanno altro che scaricare all'infinito il file img.php?id=XX dal sito del contest, facendovi scalare la classifica ad una velocità impressionante, soprattutto se lo stesso programma lo fate girare su un parco macchine ben nutrito (una decina) con una linea HDSL.

E' anche possibile (ma inutile ai fini della classifica, come spiegato dal commento della promotrice) barare con le votazioni, con un codice solo di poco più complesso.

Naturalmente chi ha sviluppato gli script per questo contest avrebbe potuto evitare questi problemi (soprattutto l'ultimo) implementando banali sistemi di sicurezza, come registrare l'IP che visita il banner, in modo da registrarne il "voto" una volta sola al giorno o all'ora, verificare l'identità del browser, da confrontare con una tabella dei browser effettivi (il programma in C#, infatti, non si presenta come browser valido, anche se è modificabile perchè lo faccia), verificare il referer della richiesta, ovvero verificare che la richiesta del banner provenga davvero dalla pagina del blog.

Insomma, modi per barare a questo tipo di contest ce ne sono un'infinità, e anche chi progetta questi contest dovrebbe valutare bene questa cosa, e cercare di difendersi al meglio.



Firefox vi mangia memoria?

clock novembre 13, 2007 14.42 by author LoneHawk

Un trucchetto per limitare la voracità della Volpe di Fuoco: sulla barra degli indirizzi digitate "about:config" (chiaramente senza le virgolette) e date INVIO. Vi verranno visualizzati una serie di valori. Dovete cambiare il valore browser.sessionhistory.max_total_viewers da -1 ad un valore da 0 a quanto volete (nei limiti del normale).

Questo fa in modo che Firefox limiti la sua caratteristica di mantenere in memoria le pagine visitate (a cui si accede con i pulsanti avanti e indietro) al numero che gli specificherete.

Io ho messo un bel 3, tanto per vedere come va così...