Da qualche settimana è disponibile, nelle edicole della Lombardia, un "pippolino" USB per leggere la Carta Regionale dei Servizi, ovvero quel tocco di plastica fino ad oggi inutile (o quasi), almeno all'occhio del normale cittadino, che da qualche anno ha sostituito sia il codice fiscale che il libretto sanitario.
Stasera ho finalmente acquistato il suddetto pippolino, visibile anche nell'home page del sito della CRS. La spesa è stata veramente irrisoria, 7,50 Euro. Considerato che normalmente questi apparecchi costano almeno una ventina di euro, direi che è un bel risparmio.
L'installazione è veramente a prova di utOntO, a parte per il fastidioso video di presentazione che parte con l'autorun del CD di installazione.
Alcune delle operazioni possibili con la CRS da casa sono veramente interessanti. Ad esempio:
- Cambio di residenza / domicilio;
- Calcolo, variazione, pagamento dell'ICI (vabbè, quelli che ancora la devono pagare, ovviamente);
- Certificati di stato di famiglia, nascita, stato civile;
- Iscrizione agli asilo nido e ai servizi scolastici;
- Corsi di formazione online;
- Ricerca concorsi pubblici;
- Servizi per il lavoro;
- Consultazione del proprio Fascicolo Sanitario Elettronico (contiene prescrizioni, prestazioni, referti...);
- Scelta e revoca del medico di famiglia;
- Prenotazione di visite specialistiche;
e varie altre cosette per privati ed imprese. Insomma, una cosina da provare sicuramente.
Peccato che per accedere a tutto questo serve il PIN della carta (ma come, la carta non basta?).
E questo PIN come ce lo si procura? Si potrà andare sul sito http://www.crs.lombardia.it e richiederlo facilmente con qualche click, direte voi. E invece no!
Bisogna andare alla ASL (con le code relative) con la CRS e un documento di identità valido e compilare un modulo (cartaceo) per la richiesta del PIN, che non ho capito se venga generato e consegnato al momento o, più probabilmente, conoscendo la nostra PA, inviato via posta (sperando che non si perda nei meandri del nostro "efficientissimo" servizio postale).
Insomma, l'ennesima "roba" all'Italiana, fatta che potrebbe essere anche una buona idea, ma con un concetto preistorico dell'interazione e dei servizi online.
Ah, già che ci siamo... io sul portatile ho un lettore di impronte digitali, quand'è che l'Italia si sveglierà e inizierà ad utilizzare un po' di biometria, per l'autenticazione?