Come in ogni matrimonio che si rispetti, non potevano mancare le cose un po' meno belle. Per fortuna siamo stati graziati e ci sono state evitate scenate e scene madri, nonostante una situazione tra le varie famiglie un po' instabile.
Stavo facendo il mio giro tra i parenti, dopo la torta (o prima, come ho detto non ero del tutto in me), quando capito nella zona dove stavano mia madre e i miei cugini, con relativi figli (il bimbo da 5 anni, la bimba da 3). La bimba, tanto per cambiare, stava piangendo.
Era già la terza o quarta volta che la sentivo piangere perchè "infastidita" dal comportamento dell'unica altra bambina venuta al matrimonio, S., la figlia di R. e S. (una fiera delle S, il mio matrimonio), anche lei di circa 3-4 anni.
R. è indiano, ma, essendo stato adottato da una coppia di torinesi all'età di 5 anni, e avendone adesso trenta in più, è praticamente più italiano di me. Fa un po' effetto sentirlo parlare con un marcatissimo accento torinese e vederlo con quella pelle scura scura :)
La figlia, avuta con S., è, come tutti i miscugli di razze, bellissima e adorabile, un cosino microscopico con la pelle color miele e due occhioni scuri grossi così. Inoltre è molto attiva (come secondo me dovrebbero essere i bambini di quell'età, ma senza risultare fastidiosa. Curiosava qui e là, e quando è venuta in contatto con i figli di mio cugino, ovviamente si è aggregata a quelli che per lei rappresentavano gli esseri a lei più affini, in un mondo di giganti.
Il problema è nato dal fatto che l'esuberanza della piccola S. ha "infastidito", se possiamo dire così, la figlia piccola di mio cugino, tanto che questa frignava praticamente in continuazione (il classico pianto capriccioso che mi fa detestare cordialmente qualunque bambino si lasci andare a questa insopportabile pratica).
Il fatto è che la moglie di mio cugino tiene la piccola nella bambagia (le ha addirittura cambiato vestito dopo la cerimonia! ARGH!), viziandola e opprimendone, secondo me, il normale sviluppo, anche sociologico. Basta pensare che, alla tenera età di tre anni e mezzo, quando non mangia, la bambina porta ancora il ciuccio (con i problemi alla dentizione che tutti sappiamo questo comporta). Mio cugino, lavorando fuori casa buona parte della settimana, non riesce a tenere sotto controllo, purtroppo, la situazione.
E' ovvio che una che viene cresciuta come una bambola di ceramica sotto vuoto, quando incontra un'affarino che non sta fermo un attimo (a parte quando si mangiava, che non mi pare di averla vista rompere le scatole in giro) si trovi un attimo spiazzata e pianga.
E fin qui lo posso anche accettare. Forse potrei anche capirlo. Del resto non è colpa della mia cuginetta se ha quella madre lì.
La cosa che me le ha fatte un po' girare (nonostante l'abbondante dose di alcol che mi girava nelle vene e in cui sguazzavano i miei neuroni), è stata che, quando ho detto: "Ma piange ancora, questa bambina!", la madre ha detto: "Eh sì, perchè quando ci sono i selvaggi in giro... del resto bisognerebbe tenerli al guinzaglio, quelli di quella razza lì...".
Ecco, qui mi sono incazzato. E' che speravo di aver capito male, che l'alcol mi facesse avere delle visioni o che... macchè. Ha detto proprio così. Ma come si permette? Come si permette di offendere a) i miei amici, invitati al mio matrimonio ben prima di quando fosse stata invitata lei, che si è per altro presentata vestita come se stesse andando ad un pic nic sull'argine; b) la piccola S., che a ben vedere da grande avrebbe anche tutto il diritto di iscriversi alla lega e dare alla moglie di mio cugino della terrona, visto che S. è nata a Torino da genitori italianissimi.
Veramente, ha dimostrato di essere la contadina (con tutto il rispetto per i contadini) che è, pur essendo di famiglia ricca, e con quella frase ha dimostrato un'ignoranza e una grettezza (sulle quali non c'erano dubbi visti i suoi trascorsi sia scolastici che umani). Questa cosa ha rischiato di rovinarmi la giornata. Per fortuna poi ho visto la piccola S. in braccio al suo papà, e mi sono reso conto che, crescendo, sarà una donna forte e bella, sia fuori ma, soprattutto, dentro, come lo sono i suoi genitori.