Immaginatevi la scena:
Rimini, supermercato, mattino
Due signore sulla cinquantina avanzata sono in giro per le corsie, riempiendo il carrello di cose indispensabili del tutto inutili. Ad un tratto, una delle due alza lo sguardo e vede in fondo alla corsia Ronn Moss, tutto intento a scegliere una scatoletta di carne per il cane.
Tutta eccitata chiama l'amica e le bisbiglia: "Guarda quello, secondo me è lui"
"Ma no, dai, è solo uno che gli somiglia... certo bel ragazzo, però!", replica l'altra.
"E invece ti dico che è lui, e adesso mi faccio fare l'autografo!", risponde secca la prima.
Si avvicina, quindi, timidamente all'uomo e, con sguardo speranzoso (non spiccica una parola di inglese, ovviamente) gli porge un taccuino e una penna (abilmente conservati nella borsetta nella segreta speranza di occasioni come questa).
Lui la guarda stranito per un attimo, poi capisce e, presi taccuino e penna, scrive le due parole di italiano che i promoter gli hanno insegnato e il suo nome, restituendo poi il tutto.
La signora prende il taccuino dalle mani del suo idolo e corre a farlo vedere all'amica... E' quando lo apre per mostrare il trofeo che, inorridendo, vede effettivamente l'autografo.
Delusa dice all'amica: "Avevi ragione tu... non ha mica firmato 'Ridge'"...
Questa favoletta m'è venuta in mente leggendo un titolo sul Metro di oggi: "Bridget Jones sposa in segreto". Ecco, penso che non ci sia nulla di più avvilente per un attore professionista di essere ricordato per un unico ruolo, esservi legato a filo doppio per tutta la vita. Questo perchè se è stata una brutta performance tutti si ricorderanno quella, e vedranno con occhio prevenuto tutti i futuri lavori. Se invece è stata una performance che è piaciuta, tutti i prossimi lavori verranno paragonati a quello, rendendo difficilissimo cambiare genere.
Non so, pare che gli italiani non si rendano conto che ci sono delle persone, dietro i personaggi, e che per far capire che si sta parlando di una certa persona sia necessario identificarla con un determinato personaggio. Un po' triste, culturalmente parlando, no?