Dice Berlusconi che, in merito alla frase detta da Benedetto XVI in Africa sull'utilizzo dei preservativi, "il papa è coerente al suo ruolo".

Sì, ok, ma i ruoli non sono scolpiti nella roccia, ci si può anche confrontare con la realtà del mondo moderno, cercando di capire che "preservare" la propria e l'altrui salute non significa necessariamente l'estinzione della razza umana a causa dell'utilizzo dei preservativi.

Il discorso è complesso: la chiesa, ovviamente, vede il rapporto sessuale esclusivamente come metodo di riproduzione (non entro nel discorso di quanto questa mi sembri una concezione molto più "sterile" di quanto possa essere qualunque rapporto "protetto", sennò non la finiamo più).
Il problema è che il resto del mondo non la vede necessariamente così. Il problema nello specifico è che per alcuni paesi dell'africa il rapporto sessuale non serve solo a fare figli, ma in alcuni casi anche a mangiare. Ovvero, la prostituzione esiste, ciccio bello, forse è ora di rendersene conto. E di rendersi conto che l'AIDS non nasce da solo, e che sicuramente non si trasmette all'interno di coppie stabili, ma che il primo veicolo di trasmissione sono i rapporti non protetti che normalmente si hanno quando ci si prostituisce e/o si va con chi si prostituisce. E di rendersi conto che non bastano le preghiere e la castità delle "sante donne" a debellare questa piaga, ma serve prima di tutto prevenzione, protezione, educazione. Tutte cose che, ovviamente, sono più difficili da ottenere, costano certo più fatica che scagliarsi in modo gratuito su uno dei pochi strumenti che da quelle parti hanno per difendersi dall'infezione.

E Berlusconi farebbe bene a pensare che, forse, il Papa non va difeso ad oltranza. Soprattutto da uno che riceve SPESSO e VOLENTIERI visita da donne che non sono sua moglie.