0) Io sono di sinistra. Sempre stato, da che mi ricordo. Da piccolo, giocavo alle elezioni e mettevo la crocetta sui partiti di sinistra. Non estrema, intendiamoci. Ma nemmeno finta sinistra alla Rutelli.

1) Camera dei deputati: vince l'unione, di giustezza. 25 mila voti su 47 milioni, quanto fa, in percentuale? 0,05 percento. Di under 25. E mandano al governo gente di settant'anni. No dico, settanta meno venticinque, quanto fa? E davvero ci aspettiamo che cambi qualcosa, per i giovani? Per l'università, la ricerca, il lavoro? Oh, come la vedo acida... continuo a sperarci, intendiamoci, ma la vedo acida...

2) Senato: vince l'unione, grazie ai voti risicati (e rosicati) di un manipolo di "Italiani all'estero". Come dice qualcuno, gente che non paga le tasse in Italia, non contribuisce al PIL, vive lontano, alcuni da tutta la vita, alcuni che in Italia, forse, non ci sono mai stati. Senza avrebbe vinto la CDL. Epperò non mi sento comunque di dire che sia giusto far votare della gente solo per il suo essere italiano anagraficamente (come non è giusto non far votare chi italiano anagraficamente non lo è, ma magari vive e lavora - onestamente - qui, paga le tasse, e tutto l'intorno di diritti-doveri, negati i primi, pretesi i secondi). Insomma, vuoi far votare gli italiani all'estero? Allora fai votare anche gli esteri in italia, sennò è una cosa fatta a metà perchè ti conviene (o pensi che ti convenga).

3) Exit poll: inutili, forse persino dannosi. Perchè con degli exit poll che danno l'unione in testa per cinque punti percentuali, per poi vedere come è andata, alla gente vengono i dubbi sull'onestà della gente che risponde, e se pensi che un cristo qualunque che esce dal seggio possa essere disonesto sul suo voto, è ovvio che poi ti viene automatico di domandarti quanto onesti possano essere quelli che stanno dietro ai simbolini sulla scheda.

4) Brogli: Era scontato che, chiunque perdesse, avrebbe insinuato la possibilità di brogli elettorali. Se avesse perso Prodi, sicuramente Fassino o Rutelli (i due la cui aggressività latente è più simile a quella del Cavaliere) sarebbero immediatamente scattati con la richiesta di verifica delle cinquecento mila schede nulle. Che poi sono anche diminuite, dalle passate elezioni, il che riduce pesantemente la probabilità che effettivamente i brogli ci siano stati. Inoltre, facessi parte di un qualunque partito perdente per pochissimo, farei molta attenzione a richiedere una verifica su cinquecento mila schede, che capace che i brogli ci siano stati, sì, ma magari non sono bastati, e quelle schede sono tutte validissime, ma per quelli che hanno già vinto, il che vuol dire che perdi ancora seggi.

5) Voto elettronico: in pratica, c'è questa macchina, tu premi il pulsantino del partito, o scheda bianca, o scheda nulla. Viene salvato tutto su una chiavetta usb, che poi viene portata da un tizio qualunque in un altro posto, dove poi faranno i conteggi. E questa me la chiamano tecnologia? Con magari i voti in un bel file csv (Comma Separated Values)? Nel 2006 nessuno, in Italia, a pensato ad una infrastruttura wireless, basata su web service e HTTPS e VPN codificate? No, dovevano mandare un fattorino, che magari, nel frattempo si fermava a farsi una pizza, o una birretta... ma per cortesia, mi pare sempre la solita soluzione all'italiana...

6) Nell'ultimo decennio, in Italia i candidati di partito sono diventati sempre più centrali, rispetto alla visione del partito stesso nel suo insieme. E questo è un suicidio politico. Si pensi alla Lega: Bossi era un leader carismatico, potente (anche se totalmente fuori da qualunque grazia di Dio, per quanto riguarda la dialettica e la diplomazia), un leader capace di trascinare il dieci percento degli italiani. Dopo l'ictus, l'uomo di punta della lega è diventato, lasciando Bossi a semplice simbolo istituzionale, Calderoli. No, dico, Calderoli. Uno che del carisma di Bossi ha solo la cravatta. E infatti, il partito già in perdita, ha totalizzato un misero 2 percento, con il risultato di non essere rappresentato per nulla, sia questo un bene o un male.
Ora, se una cosa del genere capitasse domani a Berlusconi, di Forza Italia, partito fondato praticamente intorno alla sua persona, che ne sarebbe? Secondo me assisteremmo alla stessa diaspora a cui abbiamo già assistito, con gente che si riversa su Alleanza Nazionale e UDC. E forse Forza Italia potrebbe anche restare in piedi, ma la vedo dura che avrebbe la stessa spinta. Perchè per i forzisti, Berlusconi ha la stessa attrattiva che aveva Bossi per i leghisti. E' una calamita, a cui il partito si aggancia come una catena di graffette. Se la calamita viene a mancare, crolla anche il partito. E per il centro destra questo potrebbe essere sia un bene, che un male.

E con questo ho finito. Torno ad occuparmi di altro, chè tanto questa settimana sarà dominata dal saltare isterico di Berlusconi per avere la sua verifica (che si farà), da polemicuccie di infimo ordine, da "con la sinistra il paese è ingovernabile", partiti unici, tre punte, il capitano in fascia e la difesa a catenaccio.

Come dice un mio collega, gli italiani trattano il calcio come fosse politica e la politica come fosse calcio, e l'errore è tutto qua.