L'articolo della Profe che ho citato prima mi ha fatto tornare in mente un episodio di qualche anno fa, quando lavoravo ancora a Padova.
C'era questa collega (che però lavorava in un'altro settore) che dopo un po' di tempo si è licenziata. E' tornata dopo qualche mese per faccende sue, noi l'abbiamo vista e l'abbiamo salutata, chiedendole che cosa facesse adesso. E' saltato fuori che faceva la professoressa. E ha proferito queste oscene parole (giuro, tutto testuale):
"E' un bel lavoro, anche perchè se un giorno non ho voglia di lavorare, mi invento di fargli fare una verifica, così sto tranquilla"
Io me ne sono stato, lì per lì, zitto, non ho commentato. Però sono rimasto di sale.
Io so che, nella Scuola, ci sono molti professori bravi, che sanno insegnare, sanno far appassionare i ragazzi alle materie, sanno anche instaurare un rapporto umano. Alcuni, pochissimi, sanno fare queste tre cose tutte insieme. Altri meno. Altri (molti), nessuna.
Ora, la scuola è cambiata, e continua a cambiare, e io, pensandoci, vedo come il baratro insegnanti - alunni sia sempre più grande. E basterebbe tanto poco a farli riavvicinare. Ad esempio, cercando di far capire agli alunni, fin dalle elementari, che il voto, quando brutto, non è una punizione, ma una valutazione oggettiva della preparazione dimostrata. Che dovrebbe servire a spronare l'alunno a lavorare in modo diverso, magari anche chiedendo aiuto allo stesso professore. E che il bel voto non è un premio, ma un riconoscimento, oggettivo, del lavoro svolto, e un incentivo a migliorarsi sempre, eventualmente anche superando gli schemi del programma ministeriale.
Purtroppo questo viene capito da pochissimi insegnanti e, chiaramente, da ancor meno alunni. Per cui la maggior parte dei primi usa il voto come un'arma di ricatto verso i secondi, che chiaramente sviluppano una sorta di ostilità verso la figura dell'insegnante fin dalle prime esperienze scolastiche.
Rivedere i sistemi di voto dovrebbe essere solo una delle moltissime cose di cui ha bisogno la scuola italiana. Invece i vari ministri dell'istruzione si limitano solo a modificare i cicli di studio ed i programmi ministeriali (non commentiamo con quali risultati!), senza adeguare però i metodi di insegnamento e valutazione!