Quando un animale di grosse dimensioni, appartenente ad una razza non addomesticabile, sebbene "contenibile", danneggia la proprietà o la persona umana, succede sempre qualcosa di brutto. All'animale, normalmente.
E' il caso del coccodrillo detenuto (avete letto bene) nello zoo di Taiwan, che ha staccato con un morso il braccio ad un veterinario. Dopo aver recuperato l'arto, poi riattaccato chirurgicamente, il coccodrillo è stato, ovviamente, abbattuto, leggasi ucciso. Tutto perchè ha seguito un suo istinto, vuoi per difendersi, vuoi perchè scocciato, vuoi perchè, magari, affamato.
Del resto, se rinchiudi una bestia selvatica, non puoi pretendere che milioni di anni di evoluzione e di etologia (ricordiamo che un coccodrillo è quanto di più vicino ad un dinosauro possiamo vedere dal vivo) passino d'un botto. E che l'istinto primordiale di un animale, soprattutto uno che, di fatto, ha ancora il cervello puntato su ben prima che le scimmie calcassero la terra, anche nato in cattività, possa essere domato.
Ma naturalmente il bisogno di controllo, di prevaricazione dell'uomo sull'animale ha bisogno di essere soddisfatto. Per l'ennesima volta.