Ovvero: con l'inglese si va dappertutto

In Australia e alle Fiji (si pronuncia Figi, a proposito, anche se la pronuncia con la J strascicata fa più esotico) si parla, ovviamente, inglese. Non a caso, una componente importante delle bandiere di entrambe le nazioni è la bandiera inglese.

Ma non è l'inglese che si può parlare a Londra, ne tantomeno (figuriamoci!) l'inglese che si impara a scuola in Italia.

Andando in Australia ci siamo resi conto di come una lingua possa cambiare, tanto che alcune cose vengono chiamate in un modo completamente diverso, che le vocali delle parole note vengono, a volte, cambiate un po', tanto che ti devi far ripetere la parola due o tre volte per capire che ti stanno dicendo.

Questo perchè l'inglese è una lingua viva, che cambia anche grazie alla grande distanza dei popoli che la parlano.
Per fortuna, comunque, noi non abbiamo avuto problemi, visto che bene o male ci riuscivamo a far capire e riuscivamo a capire abbastanza bene.

Quel che non siamo riusciti a capire, e che ci siamo chiesti per tutto il viaggio, è come avranno fatto quel padre e figlia (lei sui 15-16 anni) che, ad un paio d'ore da Sidney mi hanno chiesto, in siciliano stretto, se arrivati a Sidney si sarebbe potuto trovare un taxi parlante italiano. E si che li avevo visti che già quando l'hostess gli chiedeva "Tea or Coffee?" avevano delle grosse difficoltà a capire cosa gli stesse dicendo.

Ma come si fa ad andare dall'altra parte del mondo senza nemmeno una vaga idea della lingua che parlano?