Qualche giorno fa ho espresso alla consorte il desiderio di trota al forno. E' un po' che non la mangio, così m'era venuta la voglia.
Oggi la consorte mi chiama e mi dice di aver preso un paio di trote, così mi sarei potuto togliere lo sfizio. "E poi ho preso un'altra cosa, che so che ti piace. Così stasera decidi cosa preferisci fare, se le trote o questa cosa. Però non ti dico niente, sarà una sorpresa!".
Così io ho dovuto aspettare quattro ore per sapere quale schizzo era venuto alla mia dolce metà.
Arrivo a casa e lei tira fuori dal frigo un cartoccio di pescheria, ma decisamente non potevano essere due trote. Dalla forma non poteva essere che lui, il pesce più santo del mondo: il Pesce San Pietro.
Il pesce San Pietro è brutto come la fame e buono da morire. Noi lo facciamo impanato e fritto, con una salsa agrodolce al limone.
Ma il problema non è la cottura, ne l'impanatura. E' la pulitura del bestione. Sì perchè un PSP per due persone sono un chilo e tre di bestia, pieno di spine affilate come rasoi (che in pescheria si guardano bene anche solo dallo spuntare). Insomma, questo animale qua:

Per darvi un'idea delle dimensioni, il pesce di stasera, intero, non stava tutto sul tagliere.
Ora, la pulizia e preparazione del San Pietro è riservata al sottoscritto, per due motivi: impano e friggo da dio (abbasso la modestia) e ci vogliono muscoli. TANTI muscoli.
Per prima cosa, con il trinciapollo (possibilmente ben affilato) si tolgono la pinna caudale (il codino), la dorsale (quella piena di spine) e tutte le altre pinne varie ed eventuali. Stando attenti perchè il pescione è veramente pieno di aculei, dei quali quelli sulla pinna dorsale sono solo i più evidenti. Infatti per tutto il bordo, di sopra e di sotto, ci sono piccole ma appuntite spinette. Ecco, ogni spina una bestemmia.
Una volta eliminate (quasi) tutte le appendici taglienti e/o pungenti, si decapita l'animalo, si scontorna (con una forbice robusta e molto affilata), quindi si procede allo scuoiamento. Sì perchè quella del PSP non è pelle, ma cuoio vero e proprio. Immaginate una scarpa elegante da uomo numero 68. La suola è la pelle del PSP.
Il trucco è infilare le dita sotto la pelle dall'apertura della testa e cominciare a tirare. E tirare. Ho detto TIRARE! Quando sarete lì lì per farvi scoppiare una vena del collo starete applicando la forza giusta.
Ecco, adesso armatevi delle vostre migliori bestemmie e continuate a tirare via la pelle finchè non l'avete scuoiato tutto. Normalmente la pelle viene via tutta intera, tanto è robusta. C'è solo da far attenzione che si stacchi bene dalla carne. Nei punti più affezionati aiutatevi con un coltello affilato (o un bisturi :)).
Ecco, adesso siete pronti a preparare e cucinare il PSP, dopo averlo sfilettato (è facile). Per le istruzioni di sfilettatura, preparazione e cottura vi rimando al post della dolce metà :).